Che in generale i leghisti siano dei gran democratici, tolleranti e rispettosi dell’altrui pensiero e persona è cosa ben nota a tutti. Lo dimostra, in ultimo, quanto avvenuto a Venezia domenica scorsa quando un drappello di italiani è stato verbalmente linciato per il semplice fatto che “osava” camminare in mezzo al popolo leghista con il tricolore. “Stronzi, froci e andate a lavorare” tra le cose più gentili proferite dalla padana stirpe all’indirizzo del gruppetto, tra cui c’era anche un consigliere comunale.

Ieri ho scoperto però  che anche gli eurodeputati leghisti hanno uno strano concetto del ruolo di parlamentare e del democratico diritto di critica cui sono sottoposti da parte dei cittadini. Tutti i parlamentari europei italiani hanno ieri ricevuto una e-mail dal collega Oreste Rossi (Lega) che copio e incollo di seguito.

Cari colleghi,

credo che ognuno di noi abbia il diritto di esprimere liberamente il proprio voto, senza per questo dover essere insultato, calunniato e minacciato da migliaia di cittadini in buona o cattiva fede.

Comprendo che vi siano persone che, in buona  fede, contestino l’attività di politici, ma non posso accettare che due colleghi e precisamente Sonia Alfano e Tiziano Motti di cui vi allego prova, ci abbiano sobillato contro migliaia di animalisti, travisando anche il reale contenuto e iter del testo che abbiamo votato.

Ricordo che il testo in prima lettura é stato approvato nella precedente legislatura, quindi da deputati diversi da quelli attuali, con un voto (31 marzo 2009) in Commissione Agricoltura, a cui ha fatto seguito l’approvazione a larghissima maggioranza in seduta plenaria a Strasburgo, il 05 maggio 2009 con 540 voti a favore, 66 contrari e 34 astensioni. Nel quadro della procedura di codecisione il Consiglio ha poi approvato la posizione comune il 3 giugno 2010. Tale testo é stato in seguito approvato in seconda lettura dalla Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, senza nessuna modifica il 12 luglio 2010 con 28 voti a favore 4 astenuti e nessun contrario. Ultimo passaggio, quello che ha scatenato la reazione degli animalisti, l’approvazione in aula a Strasburgo l’8 settembre scorso.

Correttezza, etica e rispetto dell’espressione di voto credo dovrebbero rappresentare per un politico e, ancora di piú per un parlamentare, valori imprescindibili.

Cordiali saluti

Oreste Rossi

Il passaggio molto interessante della missiva dell’on. Rossi, quello che esalta la sua concezione di democrazia a due velocità, è l’incipit: “Credo che ognuno di noi (eurodeputati) abbia il diritto di esprimere liberamente il proprio voto, senza per questo dover essere insultato, calunniato e minacciato da migliaia di cittadini in buona o cattiva fede”. Quindi, secondo Rossi, in democrazia il deputato è pienamente libero di esprimere il proprio voto (espressione, si spera, di una presa di posizione e non delle pressioni da parte delle lobbies farmaceutiche) mentre i cittadini, pur se non d’accordo, pur se ravvisano in quel voto un’offesa al rispetto del concetto di civiltà, devono stare in silenzio. Si rischierebbe di minare infatti la serenità dell’eurodeputato.

Bisognerebbe spiegare all’on. Rossi che il meccanismo per cui chi vota in Parlamento si assume il peso della propria scelta nei confronti della collettività si chiama RESPONSABILITÀ POLITICA. Le migliaia di e-mail di pressione erano giunte già prima del voto, se solo l’on. Rossi ne avesse letta almeno una si sarebbe reso conto della gravità della situazione e di quale fosse la sensibilità di moltissimi cittadini ITALIANI. Peraltro mi piacerebbe vedere lo stesso sdegno e lo stesso fastidio rispetto alle centinaia di e-mail e pressioni che gli eurodeputati ricevono continuamente dalle varie lobbies.

Gli eurodeputati di questa legislatura non hanno potuto incidere sul lavoro fatto in prima lettura nel maggio 2009 ma la richiesta di rinvio in commissione da me presentata per dare voce ai cittadini serviva proprio a fornire un’altra occasione di dibattito e azione a questo Parlamento Europeo. E l’on. Rossi di sua (si spera) volontà ha deciso di non appoggiare il rinvio in commissione né gli emendamenti migliorativi presentati.

Il mio atto di “sobillare” i cittadini consiste nell’aver descritto quanto è accaduto in aula e nell’aver fornito il link al sito del Parlamento Europeo con le liste di voto PUBBLICHE nelle quali spuntano nomi e cognomi degli eurodeputati che hanno votato a favore o contro gli emendamenti. Questa si chiama TRASPARENZA ed è anch’essa alla base del controllo democratico delle istituzioni da parte dei cittadini.

Concludo con la medesima frase di chiusura dell’on. Rossi (debitamente modificata): correttezza, etica e rispetto della COSTITUZIONE ITALIANA E DEI CITTADINI ITALIANI dovrebbero rappresentare per un politico e, ancor di più per un parlamentare, valori imprescindibili. Ecco, appunto, che inizino con il ripassare l’ABC della democrazia anzichè lamentarsi delle conseguenze delle loro (si spera ancora) azioni.