Politica & Palazzo | di Franz Baraggino | 22 luglio 2010
Lodo Alfano, referendum a rischio. Di Pietro minaccia i suoi
Il leader dell'Idv ha inviato un ultimatum via mail ai coordinamenti di molte regioni: nuove firme in una settimana o saltano teste
“Ho il dovere di segnalare”, scrive Di Pietro nella mail, “che – per colpa vostra – rischiamo di fallire la raccolta delle firme. Se ciò dovesse accadere mi spiace ma – cascasse il mondo – dovrò azzerare i vostri ruoli e le vostre funzioni all’interno del partito”.
Insomma, chi non porta risultati verrà ‘licenziato’ per direttissima. Nessun voto da parte di un qualche organo assembleare del partito? A leggere la mail di Di Pietro pare di no: se ne occupa il presidente.“Lo devo”, spiega, “agli altri che hanno fatto e stanno facendo il proprio dovere”.
Facile immaginare la soddisfazione del premier Silvio Berlusconi se la raccolta firma fallisse. Nel caso in cui la Consulta dovesse ritenere non illegittima dal punto di vista costituzionale la legge che ha reso improcessabile il premier e tutti i ministri, il referendum rappresenta l’ultima chance per cancellare la norma. Un lodo che rende 23 cittadini diversi da tutti gli altri.





