L’Umberto biascica imprecazioni su tutta l’Italia subpadana per gli sprechi e le clientele. Lo fa con misteriosa autorevolezza. Si direbbe Carisma mistico, da Propheta Domini. Certo un Signore che rutta polenta e che predica il celavutodurismo, ma pur sempre un dio. Un Po’ dio almeno. È giusto che lo faccia. Lui come i suoi sacerdoti sindaci amministra bene i sacramenti, dispensa contumelie sempre ad hoc, nulla da dire.

Ma è soprattutto giusto perchè è l’unico che ha un paradiso da mostrare, una resurrezione federalista che vinca il golgota statalista. Ha una prospettiva di valori che nessuno ha più, poco importa che questo tondo orizzonte di senso somigli molto all’addome di un cummendatùr lumbàrd. In un’epoca in cui ci si sente spersi e violentati nelle metropoli una sagra di paese può sembrare l’unica liturgia rassicurante. La sala pulita e sobria di un comune leghista l’unica chiesa visitabile. Balugina un’umanità diffidente, primordiale ma fondamentalmente onesta e alla fine anche accogliente. È il roco afflato che si coglie negli echi gutturali eppure seduttivi di un Salvini o di un Tosi. Affascina in fondo la sincera ostilità al diverso come categoria collettiva compensata dall’ospitalità al singolo viandante, come nella tradizione montanara. Il rovescio esatto della tolleranza radical chich. Per questo in tanta cristallina missione sorprende sempre il piccolo cabotaggio nepotista del senatùr, che ormai ha una storia di anni. Un figlio in regione, uno in europa, un fratello qui, uno di là, la moglie nell’alta cucina culturale leghista.

Desta meraviglia soprattutto la recente cura con cui ha coltivato il suo ram-pollo, il figlio eletto del Trotary Club. Ma invece tutto tiene: il familismo amorale in Italia è regola suprema per tutti. Vince comunque sul patto di civile convivenza tra cittadini, anche quelli di un ridente villaggio simil-austriaco. E della sapiente donazione di posti e clientele è fonte proprio il carisma che elude il merito. In fondo è lo stesso identico meccanismo da Bossi a Berlusconi fino a Provenzano anche se con esiti per fortuna molto diversi, per efficacia.