Con la vittoria della Spagna, i Mondiali del SudAfrica sanciscono il pieno successo dell’Europa e dell’Ue (tutto suo il podio, con Olanda e Germania) e creano un G8 della governance calcistica nuovo di zecca: cinque Paesi europei con dieci titoli, Italia, Germania, Francia, Inghilterra, Spagna; e tre latino-americani con nove titoli, Brasile, Argentina, Uruguay. Intanto, le formule vecchie e nuove della governance mondiale politica ed economica, il solito G8, l’effimero G14, il deludente G20, l’ipotetico G2, gli anchilosati Consiglio di Sicurezza dell’Onu ed Fmi, appaiono tutti in crisi d’efficacia e di credibilità.

Dal calcio un’idea per il mondo? Un G8 senza Usa e senza Russia, ‘super-potenze’ nucleari, e senza Cina e senza India, ‘super-potenze’ demografiche, senza Africa e senza Islam appare oggettivamente bislacco. Ma è un G8 fatto di Paesi che sanno tutti come fare girare la palla; e di lì a sapere come fare girare il mondo, che è in fondo un pallone, senza prenderlo malamente a calci, il passo, anzi il piede, è brev