/ di

Roberta Zunini Roberta Zunini

Roberta Zunini

Giornalista

Ogni volta che questa professione mi porta a confrontarmi con la difficoltà di essere “neutra”, mi salva ciò che disse uno dei miei maestri: Indro Montanelli. “Ciò che è importante è farsi comprendere da tutti. Se qualcuno non vi capisce è perché non siete stati chiari e semplici. Qualsiasi persona, indipendentemente dalla classe sociale a cui appartiene, al grado di istruzione, deve capire ciò che scrivete”. Non si tratta solo di una lezione di deontologia professionale ma del giusto approccio alla realtà e al trasferimento di essa in parole, che raccontano fatti. Non opinioni. Sui fatti, dai fatti si può partire per un ragionamento. Ma prima i fatti. Così ho cercato di fare quando ho lavorato con Michele Santoro a Moby Dick e in seguito ad Annozero. 

Ho iniziato vent’anni fa, collaborando al Giornale di Montanelli, mi sono trasferita a New York per due anni. Qui ho seguito il primo mandato Clinton, lo statista di Camp David, colui che riuscì a far incontrare e discutere Rabin e Arafat. Da Londra per Michele Santoro ho seguito la prima campagna elettorale di Tony Blair e l’ingresso del New Labour nel governo inglese e quindi la sua conferma alla premiership. Nel frattempo ho studiato ebraico e arabo. La mia passione per il Medio Oriente – concetto del tutto occidentale, coniato dai vincenti di allora – e per l’Oriente, inteso come luogo dove le potenze coloniali avevano giocato il loro “great game” per secoli, è aumentata a partire dagli accordi di Oslo tra Israele e Olp. La posizione e il ruolo di Israele come ponte tra la cultura occidentale e quella islamica, mi ha sempre affascinata in quanto metafora, per definizione, delle contraddizioni umane. Perché si tratta sì di un ponte ma molto flessibile e pericoloso. Siamo tutti, tutto il mondo, coinvolti in questa millenaria diatriba. L’importante è partire dai fatti e quindi scandagliare.

Articoli Premium di Roberta Zunini

Mondo - 25 settembre 2018

I 1500 bambini immigrati scomparsi negli Usa

In Texas, nella città di Browswille, al confine con il Messico, un centro commerciale dismesso della catena Walmart ospita ben 1470 minori. È il centro governativo per ragazzi (la maggioranza tra i 10 e i 16 anni) più affollato degli Usa, sotto la custodia dell’Health and Human service. Molti di questi minori hanno passato il […]
Mondo - 23 settembre 2018

Terroristi anche contro gli ayatollah

Il rumore degli spari è stato per qualche secondo coperto dalle note delle trombe che aprivano la parata militare. Ma non appena i primi soldati e civili sono caduti a terra, la folla radunatasi per assistere alla commemorazione ha capito che non si trattava di pallottole di giubilo, secondo la tradizione mediorientale. Nella città di […]
Mondo - 22 settembre 2018

Una retata anti golpe e la crisi se ne va

Dopo che il presidente turco Erdogan è riuscito a ottenere dal leader russo Putin il consenso alla creazione di una zona demilitarizzata nella sovrappopolata provincia siriana di Idlib, ultima roccaforte dei ribelli, per evitare nuovi bombardamenti, molti paesi europei e gli Stati Uniti hanno elogiato la determinazione del sultano di fronte allo zar. Mentre i […]
Mondo - 19 settembre 2018

Yemen, conflitto per procura: tre anni di carneficina invisibile

Dal 2015 in uno dei Paesi più poveri del mondo, lo Yemen, nella penisola arabica, è in corso una guerra civile devastante che, come in Siria, si è quasi subito trasformata in una guerra per procura. Ovvero un conflitto alimentato dalle mire geopolitiche di potenze straniere, in questo caso Arabia Saudita e Iran. Gli Stati […]
Mondo - 18 settembre 2018

“Le mie scene di tortura pensando a Giulio”

“Non sta a me suggerire al vostro governo cosa fare per conoscere la verità sull’assassinio di Giulio Regeni, ma ritengo sia fondamentale che le vostre istituzioni e la magistratura tengano sotto pressione il regime”. Nel giorno in cui il presidente della Camera, Roberto Fico, ha incontrato il generale-presidente egiziano al-Sisi, lo scrittore egiziano Ala al […]
Mondo - 16 settembre 2018

“Sono Samir, sono italiano e combatto per l’Isis”

“Mi chiamo Samir Bougana e vengo dall’Italia”. Inizia così, in un italiano perfetto, la confessione davanti ai combattenti curdi siriani delle Unità di protezione del popolo (Ypg) del trentenne italiano di genitori marocchini che 3 anni fa si arruolò nell’Isis diventando, secondo le prime notizie arrivate dalla Siria, responsabile per l’organizzazione terroristica islamica dell’approvvigionamento di […]
Mondo - 9 settembre 2018

Idlib, il Sultano adesso riscopre i “diritti umani”

Come previsto, le bombe di Assad e di Putin stanno colpendo a intervalli sempre più brevi Idlib, l’ultima roccaforte dei ribelli siriani. Dopo il niet di Mosca e di Teheran alla tregua richiesta l’altro ieri dal presidente turco Erdogan, la maxi offensiva su Idlib sembra ormai avviata. Per mostrare a Erdogan che non c’è un’alternativa […]
Mondo - 8 settembre 2018

I tre “cattivi” invitano l’Occidente al banchetto

Non ci sarà alcun cessate il fuoco per Idlib, ultimo rifugio dei ribelli moderati e radicali. E, molto probabilmente, non ci sarà mai, se non quando si arrenderanno. L’incontro tra i cosiddetti “garanti di Astana”, ovvero i presidenti di Turchia, Iran e Russia a Teheran, sull’incombente maxi-offensiva del regime contro l’ultima roccaforte nella provincia settentrionale […]
Mondo - 5 settembre 2018

A Idlib più bombe per tutti

“Vogliamo essere chiari: se il presidente siriano Bashar al-Assad sceglie di usare di nuovo armi chimiche, gli Stati Uniti e i suoi alleati risponderanno rapidamente ed in maniera adeguata”. La Casa Bianca sottolinea come stia “monitorando da vicino la situazione nella provincia di Idlib dove milioni di civili innocenti sono minacciati da un imminente attacco […]
Mondo - 5 settembre 2018

“Tra Haftar, Al Sisi e Macron, siamo allo sfacelo”

“Dopo l’università e un master in Francia, nel 2004 mi sono trasferito a Tripoli e non me ne sono più andato perché il mio business finora è andato bene, ma sto perdendo le speranze. Ora, per la prima volta, penso sarebbe meglio tornare in Europa. Ciò che ancora mi frena è la mancanza di prospettive. […]

•Ultima ora•

×

Per offrirti il miglior servizio possibile questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy

×