Il giorno dopo le polemiche sull’intervista rilasciata a La Stampa, in particolare quelle sui disabili nella scuola, il generale Roberto Vannacci rilancia, questa volta dalle colonne de La Verità. Dice di non temere nessun avversario e ne ha per tutti, compresi i leghisti che mostrano di non aver digerito la scelta del leader Matteo Salvini di candidarlo alle prossime europee in tutte le circoscrizioni e capolista nel Centro Italia. Uno per tutti, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che ieri da Varese ha provato a scaricarlo in favore dei candidati di partito: “Non condivido” le sue affermazione e soprattutto “non è della Lega”. Ma il generale di critiche ne aveva già collezionate parecchie, dopo aver spiegato che bisogna mettere “insieme le persone con prestazioni simili”, lasciando intendere che a scuola ci devono essere classi differenziate per le persone con disabilità. Ipotesi che ha indignato le associazioni dei diritti per i disabili e ha fatto parlare la Cei di “ritorno ai tempi più bui della storia”. A prendere le distanze sono state innanzitutto le opposizioni, ma anche parte del governo. Dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara a quella della Famiglia, Eugenia Roccella, e fino a Daniela Santanchè, titolare del Turismo. Vannacci ha aspettato tutto il giorno, poi, a sera, si è rifatto vivo con un post su Facebook e una precisazione sull’intervista a La Stampa: “Chiaramente il titolo snatura completamente le mie parole con cui asserisco con vigore che i disabili hanno bisogno di attenzioni peculiari e aiuti supplementari e non che vanno separati. La campagna elettorale è iniziata!”. Poi con un nuovo post: “Nessuno rimane indietro, ma liberiamo ali e cervelli di chi sa o vuole volare!”. Infine cancellando il post precedente, quello sul titolo dell’intervista, e sostituendolo così: “Gli articoli vanno letti senza fermarsi ai titoli”.

Oggi, domenica 28 aprile, la seconda puntata di quella che i giornali di destra ormai chiamano “ossessione Vannacci”, come titola Libero che parla di “autogol della sinistra”, che “lancia la campagna per oscurarlo e così tutti ne parlano”. Di sicuro, a parlare è Vannacci, che su La Verità risponde colpo su colpo, ribadendo innanzitutto che sui disabili è stato frainteso: “Facendo credere che io sia per la loro segregazione nelle scuole pubbliche mentre ho detto che bisogna investire di più nel loro sostegno. Devono avere attività specifiche, dedicate, che a volte non coincidono con quelle di chi disabile non è. Hanno scritto che voglio classi separate, una follia. Sembra che i giornaloni non abbiano imparato che proprio la stampa denigratoria è quella che ha fatto il mio successo”. Poi gli affondi, a cominciare dalla Lega perché da Giorgetti al vicepresidente del Senato, il leghista Gian Marco Centinaio, e fino al governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, tutti prendono le distanze in favore dei candidati di partito, quelli che si sono “fatti il mazzo sul territorio”. “Chi si fa il “mazzo sul territorio” bisogna poi vedere se è in grado di esprimere le capacità richieste in ambito Ue”, risponde, e a Fedriga manda a dire che “può pensare quello che vuole, i leghisti possono dire quello che vogliono, le loro discussioni sono legittime ma non mi riguardano”. Poi si passa a Fratelli d’Italia, e alla sua possibile candidatura col partito della premier Giorgia Meloni, sfumata per volere del ministro della Difesa, Guido Crosetto, che aveva inoltre sospeso il generale per aver “compromesso il prestigio e la reputazione” dell’esercito col suo primo libro, ‘Il mondo al contrario’. E che nei giorni scorsi ha definito la sua candidatura “vantaggiosa per tutti”. “Sembra che il ministro sia ossessionato da Vannacci, visto che continua a parlarne senza che io parli di Crosetto”, è la risposta.

Ancora, su Cateno De Luca, il leader di Sud chiama Nord che ha dichiarato di aver respinto la richiesta di Vannacci a candidarsi nelle sue liste. “Racconta fandonie. Non solo mi ha fatto contattare dai suoi sgherri per cercare di includermi nelle sue liste, ma ha insistito sino alla fine. Aveva già fatto preparare il simbolo del suo partito con il mio nome”. E poi: “Forse il fatto che alla fine abbia deciso di candidarmi come indipendente nella Lega lo ha fatto infuriare e gli ha tolto forse l’unica possibilità di raggiungere il 4%”. Infine il Partito Democratico, che sui social ha lanciato una campagna al grido di “ignoriamolo”. Vannacci ringrazia i dem “per il contributo al mio consenso e alla mia popolarità. Vincere così è facile!”. Del resto, afferma nell’intervista, non c’è nessun avversario che tema maggiormente nella corsa alle europee. Infine un altro assaggio del Vannacci pensiero, in attesa, chissà, che venga frainteso anche questo. Che Europa vuole? “Più sicura, più identitaria ovvero che si rifaccia alle sue origini romane, greche, cristiane. Più benestante e ricca, più meritocratica, non l’Europa di stampo progressista, riproposta dalla sinistra, delle banche, delle direttive che restringono la libertà dei cittadini e che li obbligano a spendere una marea di denari per compiacere posizioni ideologiche. E bisogna cercare in tutti modi possibili di far tornare la pace ai confini dell’Unione europea”.

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