“La comunità del Partito democratico è generosa, ma esige rispetto. Nessuno si azzardi a farne una macchietta prendendo problemi che ci sono e spalmandoli su tutto il Pd. Quando ci sono casi gravi, usiamo tutti gli strumenti per allontanare e punire chi sbaglia“. A rivendicarlo la segretaria Pd, Elly Schlein, in merito alle inchieste in Puglia, nello sfondo dello scontro in atto con il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, nel corso di una conferenza stampa a Roma, nella sede della stampa estera. Al di là del repulisti sbandierato e delle espulsioni negli scorsi giorni dei consiglieri coinvolti nelle inchieste, chieste e ottenute dalla segretaria Pd, non c’è stato però alcun azzeramento del partito locale. Una richiesta evocata negli scorsi giorni al Nazareno anche all’interno della stessa maggioranza interna che sostiene la segretaria, di fronte a chi ricordava la scelta fatta in Campania, dopo il caso delle tessere comprate. Pd pugliese non commissariato? In questi giorni i dem locali hanno dato segnali concreti su situazioni che dovevamo risolvere, siamo in contatto costante e continua a lavorare, ma sta facendo il suo dovere“, replica Schlein al Fattoquotidiano.it. Precisando pure come nel ‘rinnovamento’ non sia prevista la richiesta di un passo indietro al segretario Pd pugliese, Domenico De Santis: “Non si trova nella giunta regionale, non è tra le posizioni su cui ci sarà un rinnovamento“.
L’ultimatum a cambiare rotta è invece ancora rivolto al governatore dem Michele Emiliano, dopo i tentennamenti degli scorsi giorni sul possibile azzeramento della giunta: “Ho chiesto un rinnovamento netto degli assetti del governo regionale, che non si può tradurre nella mera sostituzione di chi è andato via. Ne parlerà oggi il Pd regionale”, ribadisce Schlein. E ancora: “Siamo tutti concentrati su un obiettivo condiviso: evitare che interessi sbagliati o malaffare possano inserirsi. Nel Pd troveranno porte chiuse e sigillate, lo stiamo facendo e lo stavamo facendo già da prima, per questo non c’è bisogno che lo chieda nessuno”, ha concluso la segretaria dem, pungendo lo stesso Conte che l’aveva invitata a ‘cambiare il Pd prima che il Pd cambi lei”. Intanto a Bari anche il possibile ‘nome terzo’, l’ex magistrato Nicola Colaianni ha deciso di rinunciare alla candidatura che doveva cercare di riunire il campo largo, dopo le divisioni tra Pd e M5s. “Rigidità, difficile unire”, ha rivendicato. Aveva accettato di valutare una possibile corsa, su proposta partita di Nichi Vendola e Sinistra italiana, nel tentativo di superare lo stallo tra il pd Vito Leccese e il ‘civico’ di sinistra, l’avvocato Michele Laforgia. Ma Conte aveva subito bocciato il suo nome, evocando l’età avanzata dello stesso Colaianni.
“Ho detto che noi siamo al fianco di Leccese, persona specchiata, per andar avanti. E abbiamo detto ‘Siamo con te anche se vorrai tentare un dialogo per una strada unitaria’. Stanno discutendo”, ha preso tempo Schlein in conferenza, pochi minuti dopo la nota di Colaianni. Ma la strada della divisione alle urne sembra ormai segnata. “Siamo un partito sano, il Pd è saldamente il primo partito di opposizione, perno indispensabile della costruzione dell’alternativa alla destra”, ha però rivendicato Schlein. Con tanto di annuncio finale a sorpresa e nuova tessera Pd mostrata ai cronisti. Un omaggio a Enrico Berlinguer: “Abbiamo lanciato il tesseramento 2024: ci è venuta l’idea di fare un omaggio, a 40 anni dalla sua scomparsa, a un uomo straordinario il cui impegno e la cui memoria ancora ci ispirano dopo tanti anni. Una responsabilità molto grande”, ha spiegato mostrando la tessera con il volto dello stesso Berlinguer, con la scritta “Casa per casa, strada per strada”. Quasi un avvertimento simbolico rispetto alle polemiche del M5s sulla questione morale.
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