Esplode il caso Luis Alberto alla Lazio. Di nuovo. Non sono bastate le 29 partite e i 4 gol (pochi) di quest’anno, con una titolarità quasi intoccabile. Non è bastato, soprattutto, il prolungamento della scorsa estate fino al 2027. Non è bastato nulla. “Non voglio più un euro dalla Lazio: il mio percorso qui è finito”. Boom. E ora andrà trovata una soluzione impossibile anche solo da ipotizzare fino a qualche settimana fa. Per capire meglio la situazione, occorre riavvolgere il nastro di qualche mese, andando appunto ad agosto 2023. Amichevole contro l’Aston Villa: Luis Alberto decide di non partire con il resto della squadra. In ballo c’è un rinnovo (con adeguamento) del contratto che non sta arrivando, mentre sia dalla Spagna, sia soprattutto dall’Arabia, iniziano ad arrivare sondaggi più che insistenti ai suoi agenti. Altissima tensione. Qualche giorno dopo, il centrocampista raggiunge il gruppo che intanto si è trasferito a Girona: chiede scusa a tutti, a Sarri in primis, e qualche settimana dopo firma il rinnovo. Pace fatta, almeno all’apparenza: con l’allenatore il rapporto è altalenante (e non solo in quest’ultima stagione) e le prestazioni non sono proprio da incorniciare.

Ma il “mago” ha spesso attraversato momenti di forte discontinuità e i tifosi gliel’hanno sempre perdonata. Qualcosa cambia però con l’addio proprio di Sarri: arriva Tudor e Luis Alberto inizia a mostrare segni di insofferenza. La dirigenza lo ascolta e gli dice: “Vediamo a fine stagione”. Lui, di nuovo, decide di rompere tutto: si arriva alla partita di venerdì 12 aprile contro la Salernitana e a fine gara, dopo una vittoria per 4-1, non si trattiene più, con le dichiarazioni riportate poco prima. E la Lazio? Aveva percepito il malessere, ma non si aspettava minimamente un’uscita del genere, tanto che il giorno dopo ha sentito la necessità di far intervenire il direttore sportivo Fabiani in una conferenza stampa straordinaria. “Abbiamo rinnovato alle sue condizioni, e già la scorsa estate non era stata semplicissima”, le sue parole. “Ma i contratti si rispettano e noi non abbiamo promesso o sottoscritto risoluzioni. Ha il secondo ingaggio della rosa, la situazione andrà affrontata con calma e serenità. Non facciamo la guerra a nessuno, ma non accettiamo compromessi”. Muro contro muro, con Tudor che ha preferito non commentare ma che inevitabilmente impiegherà meno il giocatore da qui fino alla fine della stagione.

Cosa succederà ora? La Lazio non ha intenzione di perdere il centrocampista a zero e nemmeno di trattare una transazione economica per risolvere anticipatamente il contratto. Non è la prima volta in cui si vede Lotito arrivare allo scontro con un giocatore: nel 2012, per esempio, era arrivato a mettere fuori rosa Zarate, rientrato dal prestito all’Inter, perché aveva chiesto la cessione in Argentina. Ed è solo uno dei casi che hanno contraddistinto i quasi 20 anni di presidenza della Lazio. Ora, per ricucire con Luis Alberto, servirebbe un miracolo. Ma il calciomercato si avvicina e le proposte (di nuovo da Spagna e Arabia) non tarderanno ad arrivare. E il “mago”, probabilmente, di miracoli alla Lazio non vuole più farne.

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