“Non si può accusare Emiliano e Decaro di essere dei collusi con la mafia. Emiliano ne ha arrestati centinaia di mafiosi, Decaro ha fatto denunce ed è sotto scorta. Quindi, sono antimafia entrambi. Il loro peccato è il trasformismo, è la spregiudicatezza con cui si accolgono a braccia aperte pezzi di destra, come se accogliere un pezzo di destra italiana fosse accogliere un conservatore tedesco o inglese”. Sono le parole del direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, intervenuto a Tagadà (La7) sul terremoto nel Pd in Puglia.

“In più – continua – ci sono dei bei personaggioni del Pd addirittura condannati in via definitiva o rinviati a giudizio, che rimangono al loro posto. Emiliano, però, non è capo né del Pd pugliese, né del Pd nazionale. Quindi, sarà colpa dei dirigenti. Elly Schlein è stata eletta non dall’apparato, ma contro l’apparato, per fare pulizia: la prima cosa che doveva fare era farsi dare una lista dei pregiudicati e degli imputati che sono nel suo partito nelle amministrazioni locali e cominciare a chiedere loro di fare un passo indietro”.

Il direttore del Fatto si sofferma nuovamente sulla figura del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano: “Ha il grave torto di essere entrato in quella sindrome che colpisce sempre gli amministratori quando governano per troppo tempo. Emiliano è Bud Spencer nel film Piedone lo sbirro: io sono il buono, io ho sbattuto in galera centinaia di mafiosi, io vado dai parenti dei mafiosi per dire che devono rispettare il mio assessore. E fin qui ci sta – conclude – Ma poi faccio il sindaco di Bari due volte, il presidente della Regione ancora due volte e adesso mi batto per il terzo mandato. Sono 25 anni di potere assoluto sul territorio, un regime. Se non apri mai le finestre, c’è qualcosa che non funziona, diventi autoreferenziale“.

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