Nel quarto trimestre 2023 la ricchezza in mano all’1% dei cittadini più ricchi degli Stati Uniti ha raggiunto la cifra record di 44.600 miliardi di dollari. Il patrimonio dell’1%, definito dalla Federal Reserve come coloro che hanno una ricchezza superiore ad 11 milioni di dollari, è aumentato di 2mila miliardi nei tre mesi considerati grazie alla corsa dei listini azionari. Gran parte di queste ricchezze sono infatti costituite da partecipazioni azionarie più o meno consistenti. Tra ottobre e dicembre 2023, l’indice S&P500, il più rappresentativo di Wall Street, ha guadagnato l’11%. Rialzo che peraltro è proseguito nella prima parte del 2024 lasciando supporre che la ricchezza in esame sia ad oggi ulteriormente aumentata.

Gli economisti sostengono che il rialzo del mercato azionario sta dando un ulteriore impulso alla spesa dei consumatori attraverso quello che è noto come “effetto ricchezza”. “L’effetto ricchezza derivante dall’impennata dei prezzi delle azioni è un potente vantaggio per la fiducia dei consumatori, la spesa e la crescita economica in generale”, ha affermato Mark Zandi, capo economista di Moody’s Analytics. “Naturalmente, ciò evidenzia una vulnerabilità dell’economia nel caso in cui il mercato azionario dovesse vacillare – ha aggiunto – Questo non è lo scenario più probabile, ma è uno scenario dato che le azioni appaiono ampiamente (sopra)valutate”.

Tuttavia, a differenza delle fasce più abbienti della popolazione nelle cui mani si concentra la quasi totalità delle partecipazioni azionarie, i benefici diretti per i ceti più deboli sono pressoché inesistenti. Anzi, l’effetto borsa tende ad aumentare ulteriormente diseguaglianze già impressionanti. Va detto che su questi aumenti di ricchezza, i beneficiari non pagheranno alcuna imposta a meno che non decidano di vendere i loro titoli. Per questo in passato la Casa Bianca ha proposto di tassare marginalmente queste plusvalenze non realizzate. La tassa si applica per ora solo allo 0,01% più ricco, i supermiliardari. Molti di questi sono in effetti statunitensi. Il più ricco del mondo è il francese Bernard Arnault (Lvmh). Ma poi ci sono gli americani Jeff Bezos (Amazon) con 203 miliardi di dollari, Elon Musk (Tesla) con 189 miliardi, Mark Zuckerberg (Meta) con 173 miliardi, Bill Gates (Microsoft) con 154 mld. E poi, sempre statunitensi, Steve Ballmer, Warren Buffett, Lerry Ellison, Larry Page.

Il Fatto Quotidiano è media partner della campagna “La grande ricchezza” a sostegno della raccolta firme per la tassazione dei grandi patrimoni

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