“Ho qui, sul mio telefonino, l’ordinanza di custodia cautelare del Tribunale di Bari. Sono due righe e mezzo, ve le leggo“. A dirlo, mostrando il proprio cellulare in diretta a Tagadà, è il deputato e portavoce nazionale di Forza Italia, Raffaele Nevi. In studio si stava parlando dell’inchiesta giudiziaria che ha spinto il governo – l’impulso arriva dal ministero dell’Interno – a inviare una commissione ispettiva nel Comune di Bari, minacciato dallo scioglimento per mafia alla vigilia del voto. Sia Debora Serracchiani, in collegamento, sia la conduttrice della trasmissione Tiziana Panella hanno fatto notare a Nevi che con la norma che vieta ai giornalisti di citare le ordinanze di arresto (la cosiddetta legge bavaglio, voluta dal centrodestra grazie all’emendamento proposto da Enrico Costa alla Camera) non sarebbe più possibile leggere o citare parti dell’ordinanza a cui ha fatto riferimento il deputato di Forza Italia.

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