Non che sia una notizia: l‘esito delle aste per l’affidamento del servizio a tutele graduali, quello che scatterà da luglio per i clienti che non avranno scelto un fornitore di energia elettrica sul mercato libero aveva fatto capire che le tariffe a loro applicate saranno ben più basse rispetto a quelle che pagheranno i “vulnerabili“, destinati a rimanere nel regime di tutela. Oggi lo stato dell’arte è stato però ufficializzato in una sede istituzionale, la commissione Attività produttive della Camera, dal presidente dell’authority per l’energia Arera, Stefano Besseghini: “Le tariffe che dal primo luglio saranno praticate ai clienti vulnerabili che rimarranno nel mercato tutelato dell’elettricità risulteranno maggiori di quelli dei clienti che ne usciranno”, per i quali alle condizioni attuali si prefigura “un risparmio complessivo per ogni punto di prelievo di circa 130 euro all’anno in relazione alla componente di commercializzazione”.

Lo stesso Besseghini ha sottolineato che “vale la pena di interrogarsi se questa era la configurazione che il legislatore intendeva perseguire, e se, valutato positivamente l’esito delle aste per il servizio a tutele graduali, non siano da considerare anche interventi ulteriori in relazione ai clienti vulnerabili”. Lo scorso dicembre il governo Meloni ha deciso di non rinviare ulteriormente il passaggio al mercato libero, imposto da gennaio per le utenze gas e destinato a scattare a luglio, appunto, per l’elettricità. La premier Giorgia Meloni aveva rivendicato che 4,5 milioni di famiglie “vulnerabili” – over 75, disabili e famiglie in condizioni di disagio economico – avrebbero continuato a usufruire di forniture di energia elettrica a prezzi calmierati, come del resto era già previsto.

Di certo quelle fasce svantaggiate non si aspettavano di dover pagare di più rispetto ai non vulnerabili che non scelgono un’offerta di mercato. Ma il risultato delle aste per le tutele graduali, a cui le aziende si sono presentate con offerte scontatissime e in alcuni casi addirittura a valori negativi “per acquisire il valore dei clienti, in un’ottica di investimenti di medio termine”, è stato questo.

Le associazione dei consumatori insorgono. “E’ assurdo che i vulnerabili, ossia quelli che il Governo voleva maggiormente tutelare, finiranno per pagare di più di chi, restando fino al 30 giugno 2024 nel mercato tutelato, finirà per passare al Servizio a Tutele Graduali, beneficiando così di uno sconto che ad oggi è pari a 130 euro su base annua, 131,40 per l’esattezza. Un prezzo che non ha al momento eguali sul mercato”, commenta Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.

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