Una cinquantina di autonomi dei centri sociali e anarchici ha circondato un’auto della polizia, davanti alla questura di Torino, per liberare un uomo di origini marocchine che doveva essere accompagnato a un centro di rimpatrio per essere estradato. L’uomo era stato denunciato perché sorpreso nella notte a imbrattare un sottopasso in corso Grosseto, alla periferia del capoluogo piemontese, con scritte offensive. Alcuni hanno cercato di aprire le portiere dell’auto e preso a calci e pugni la volante. Gli antagonisti si sono poi spostati, muovendosi in corteo, verso la vicina piazza XVIII dicembre e durante il tragitto hanno danneggiato auto in transito.

Lo straniero era stato portato in mattinata all’Asl di via Farinelli, nel quartiere di Mirafiori sud, e in quella sede c’era già stata un’irruzione di una decina di antagonisti. Poi la polizia aveva riportato il fermato verso gli uffici della questura, dove la volante è stata presa di mira all’arrivo. Lo straniero destinato all’estradizione è stato fatto salire negli uffici e la protesta degli antagonisti si è spostata verso Porta Susa, poi sono ritornati in presidio sotto la questura. Si è creato un parapiglia e cinque antagoniste sono state fermate ed identificate dalla polizia. Le cinque donne sono state rilasciate e sono indagate per resistenza a pubblico ufficiale.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiamato il capo della Polizia Vittorio Pisani per essere informato di quanto avvenuto e per esprimere solidarietà agli agenti della pattuglia aggredita. Subito dopo il capo dello Stato ha sentito anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

La reazione di Piantedosi – Dopo l’accaduto proprio Piantedosi era tornato a difendere le forze dell’ordine parlando di un “inaccettabile atto di violenza” nei confronti della Polizia, ma definendolo pure come “sintomatico del clima di veleno e sospetto a cui sono sottoposti in questi giorni le forze dell’ordine e la Polizia, a cui va la mia solidarietà e vicinanza”.

Un’espressione molto forte che il ministro ha voluto riferire evidentemente alle polemiche dovute alle immagini delle manganellate del reparto mobile di Firenze agli studenti delle scuole superiori nel centro di Pisa. Dopo aver visto quei video Mattarella aveva chiamato proprio il capo del Viminale per dover ribadire che “con i ragazzi i manganelli esprimono un fallimento”. Il Quirinale nell’occasione aveva specificato che Piantedosi aveva condiviso il concetto.

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