Prima la bufera per l’incredibile sequela di affermazioni retrograde dai contenuti sessisti, omofobi e razzisti presenti nel libro “Il mondo al contrario, da lui stesso scritto e prodotto. Poi per il generale Roberto Vannacci arriva la decisione dello Stato Maggiore dell’Esercito: viene rimosso dalla guida dell’Istituto geografico militare, l’incarico che fino a quel giorno ricopriva. In mezzo, tante dichiarazioni di condanna alla parole del generale (dai partiti di opposizione ma anche dal ministro della Difesa Guido Crosetto), qualche messaggio di solidarietà (di Matteo Salvini, ad esempio) e una lunga carrellata di apparizioni televisive, interviste e copertine di Vannacci oltre che incontri in giro per l’Italia per presentare il tanto contestato libro.

Il nuovo incarico – Ma a meno di quattro mesi dalla vicenda per Roberto Vannacci arriva un nuovo incarico. È stato nominato capo di Stato Maggiore di Comfoter, forze operative terrestri. Da lunedì sarà pertanto trasferito a Roma. “Un incarico prestigioso, in linea con il mio grado, con la mia funzione e con la mia esperienza”, ha commentato all’Adnkronos il generale Vannacci. Per il ministro della Difesa Guido Crosetto si tratta di “pretestuose polemiche” perché Vannacci “non è stato né promosso né retrocesso”.

Vannacci esulta – Promozione o meno, dopo il polverone nato a metà agosto le acque si sono calmate e per Vannacci è arrivato un incarico non certo di secondo piano. Così oggi il generale, che nei mesi scorsi contestava il fatto di essere stato “emarginato” e “censurato”, spiega di essere stato sempre “assolutamente convinto di non aver violato alcuna norma né legale né disciplinare. Così come ero certo che una volta fatti gli approfondimenti tutto sarebbe tornato nell’alveo della normalità. Non ho mai temuto per la mia carriera“. Chiuso in un cassetto la polemica, il generale esulta così per il nuovo incarico sottolineando che “anche il ministro Crosetto dopo il nostro incontro si era espresso chiaramente dicendo che avrei avuto un nuovo incarico”.

Il procedimento disciplinare – Un procedimento disciplinare della Difesa nei confronti di Vannacci è ancora in corso, come confermato da Crosetto. ell’immediatezza dei fatti, lo scorso agosto, era stata infatti aperta un’inchiesta sommaria per acquisire i primi elementi di valutazione sul caso. Si è chiusa ad ottobre. Successivamente, come accade per gli eventi più gravi, secondo quanto prevede il Codice dell’ordinamento militare, è stata aperta un’inchiesta formale più approfondita – con la nomina di un’apposita commissione – per verificare eventuali addebiti disciplinari al generale. La commissione – che deve concludere il suo incarico entro 150 giorni – valuta gli atti prodotti dall’inchiesta sommaria, esegue accertamenti, acquisisce documenti e trasmette il rapporto finale all’autorità che ha ordinato l’inchiesta ed una scheda informativa dettagliata al ministro della Difesa. A seguito degli esiti dell’inchiesta formale potrebbero essere adottati provvedimenti disciplinari nei confronti di Vannacci, nel caso emergessero comportamenti non rispettosi delle regole.

Le congratulazioni di Salvini e Alemanno – “Complimenti” a Vannacci e a auguri di “buon lavoro” arrivano subito dal leader della Lega Matteo Salvini che definisce il generale un “leale e coraggioso servitore dell’Italia e degli italiani”. Si congratula con il generale anche il segretario del Movimento Indipendenza Gianni Alemanno, che nei mesi scorsi sembrava corteggiare Vannacci per coinvolgerlo nel rassemblement della destra. L’ex sindaco di Roma sfrutta l’occasione per criticare Crosetto: “Abbiamo ancora nelle orecchie l’accusa di essere ‘farneticante‘ lanciata dal Ministro Crosetto al Generale Vannacci dopo la pubblicazione del suo famoso libro. A questo punto è lecito riproporre la domanda che facemmo all’epoca dei fatti: chi è farneticante Vannacci o Crosetto? A Vannacci – prosegue Alemanno – vanno tutte le nostre più sincere congratulazioni, a Crosetto tutta la nostra preoccupazione che a un uomo così sia affidata la Difesa della nostra Nazione” .

Le reazioni critiche – La maggior parte delle reazioni sono però di tenore opposto. Giuseppe Conte, ricordando le parole di Crosetto quando esplose il caso, attacca: “Il mondo al contrario non è solo il titolo del libro di Vannacci ma ormai è l’imperativo del governo Meloni. Chi porta con onore e sacrificio la divisa, rispettando i valori della Costituzione, viene spesso dimenticato; chi scrive le sue ‘farneticazioni’ in un libro fa carriera”. Di “nomina indegna” parla il segretario di +Europa Riccardo Magi: “Probabilmente è stato premiato per le sue fatiche letterarie ma è la conferma che con questo governo la xenofobia, l’omofobia e le farneticazioni complottiste sono meriti e non demeriti. Invece di destituire un militare che con le sue parole tradisce i valori della costituzione su cui ha giurato, viene confermato ai massimi vertici dell’Esercito”. Magi critica anche il ministro Crosetto “che si era inizialmente indignato per le frasi contenute nel libro di Vannacci” e che adesso “smentisce se stesso e dimostra ancora una volta di essere il volto buono delle politiche più feroci del governo Meloni: valorizzare all’interno delle nostre Forze Armate la peggiore Italia è semplicemente vergognoso“.

“Il ministro chiarisca” – A Crosetto si rivolge anche il deputato del Pd Alessandro Zan, depu Pd: “Chiarisca come è stato possibile promuovere al vertice dell’Esercito un generale che fa politica e esalta discriminazione e odio come valori”, scrive su X Zan definendo Vannacci “un pericolo per la Costituzione e per quei cittadini italiani che continua ad attaccare”. “La nomina del generale sembra una vera e propria partita di giro interna alla destra“, scrive su X Arturo Scotto, capogruppo Pd commissione Lavoro: “Per toglierlo da eventuali competizioni elettorali future. Promuovere per rimuovere, insomma. Peccato sia un gioco cinico sulla pelle delle istituzioni”, aggiunge Scotto. “L’Italia merita di meglio”, commenta su X il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni.

La versione di Crosetto – Lo Stato Maggiore dell’Esercito – ha spiegato Crosetto – “ha deciso di affidargli uno dei ruoli che gli competevano per grado, esperienza e diritto, in attesa che il procedimento disciplinare faccia il suo corso”. Le “garanzie costituzionali”, ha aggiunto, “valgono anche per i militari e nessuno può emettere giudizi sommari, sostituendosi alle norme e alle procedure previste a tutela di uno Stato di Diritto che, in una democrazia, riguarda tutti”. In questi mesi – ha ricordato il ministro – si è svolta “l’inchiesta sommaria i cui esiti sono ancora in via di valutazione”. Vannacci, ha detto ancora Crosetto, “non è stato nominato ‘capo delle forze terrestri’ ma capo di stato maggiore del comando delle forze terrestri. Comando delle Forze terrestri che ha un suo comandante, il generale Camporeale e un vice comandante, il generale Ristuccia, comandante delle forze operative”. Il generale Vannacci “dipenderà e sarà dunque agli ordini del generale Ristuccia”.

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