“Facevamo parte di una generazione di m***a“. Anzi, “siamo stati i migliori di una generazione di m***a”. Parola di Lance Armstrong, il sette volte vincitore di Tour poi tutti revocati per doping. L’ex ciclista americano insieme a Jan Ullrich ha raccontato al magazine tedesco Die Zeit gli anni bui del ciclismo mondiale. Anche il suo collega tedesco ha finalmente ammesso esplicitamente di aver barato durante la sua carriera. I due oggi sono grandi amici, proprio per quel passato che li accomuna.

“Né io né Jan, né nessun altro della nostra generazione avrebbe dovuto doparsi. Purtroppo la realtà è stata diversa“, ha detto Armstrong. E nelle piega della doppia intervista al texano e al rivale tedesco è emerso anche il nome di Marco Pantani. Armstrong infatti ha raccontato che nel periodo più difficile per Ulrich, finito anche in clinica per alcolismo, lo ha raggiunto in Europa per provare ad aiutarlo: “Quando seppi che era stato ricoverato, provai a stargli vicino, a dargli tutto il mio appoggio possibile. Non sapevo cosa aspettarmi, ma amavo quell’uomo“, ha detto Armstrong di Ulrich. E poi ha aggiunto: “Il fatto che stesse così male mi aveva spezzato il cuore: Marco Pantani era appena morto all’epoca, non potevo sopportare di perdere un altro di noi“.

Alla presentazione del documentario Amazon “Jan Ullrich – The Hunted” a Monaco , l’ex stella del ciclismo tedesco – che vinse il Tour 1997 – ha ammesso l’uso di doping: “Ero colpevole, mi sento colpevole anch’io”. Ma ha aggiunto: “Senza doping allora non avrei potuto resistere in gara ed essere competitivo“. Alla presentazione, oltre a un ex collega come Ivan Basso, c’era anche Tonina Pantani, la madre di Marco, che ha commosso Ullrich fino alle lacrime.

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