Insulta e minaccia la moglie, prendendola a calci per strada, ma alcuni ragazzi intervengono permettendo così l’arresto dell’uomo. È successo ieri 25 novembre nella Giornata contro la violenza sulle donne a Tombelle di Vigonovo, il comune di Giulia Cecchettin, uccisa l’11 novembre scorso dall’ex fidanzato, Filippo Turetta, ora in carcere.

I ragazzi, dopo aver assistito all’aggressione, avvenuta lungo una strada tra la chiesa e il patronato, hanno soccorso la donna e si sono accertati che stesse bene, sconsigliandole di risalire in auto con il marito, senza tuttavia riuscire a convincerla. Hanno quindi recuperato la targa della macchina dell’uomo scattando una foto, e dopo aver chiamato il 112 l’hanno comunicata agli agenti.

È così scattata la ricerca nella zona da parte delle pattuglie dell’Arma, rintracciando l’auto, sempre in movimento, dopo tre ore nella casa dell’uomo, a Legnaro. I militari hanno suonato al citofono dell’abitazione, ma non hanno ricevuto risposta. Il 71enne è stato poi contattato anche al cellulare, inutilmente. Solo dopo una lunga trattativa, gli agenti sono riusciti a convincere l’uomo ad uscire di casa e a lasciar uscire anche la moglie, a cui è stato dato soccorso.

L’uomo è stato quindi accompagnato in caserma a Legnaro, ed è stato arrestato e portato nella casa circondariale di Padova a disposizione dell’autorità giudiziaria. Dagli accertamenti, è emerso che da circa un anno maltrattava la moglie con offese, minacce e percosse, tanto da causarle un perdurante stato di apprensione e stress.

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