Fabrizio Corona è “ancora socialmente pericoloso” per la Divisione anticrimine della Questura di Milano, che chiede l’applicazione della sorveglianza speciale. L’udienza, fissata per martedì mattina, sarà però rinviata per un legittimo impedimento dell’avvocato Ivano Chiesa. La Questura chiede che la sorveglianza speciale per un anno e 6 mesi – che era stata applicata nel maggio 2012 all’ex re dei paparazzi e per diversi mesi fino a quando nel gennaio 2013 fu arrestato per l’esecuzione delle pene definitive – riparta da zero, senza considerare quei mesi nei quali venne già applicata. E in più chiede l’obbligo di firma davanti alla polizia giudiziaria due volte a settimana. L’ex re dei paparazzi – condannato per la vicenda Vallettopoli – recentemente è stato denunciato per diffamazione da Nicolò Casale e Stephan El Shaarawy come presunti coinvolti nel caso scommesse.

Nel parere – depositato alla Sezione autonoma misure di prevenzione del Tribunale, che dovrà decidere se applicarla o meno – vengono riportate tutta una serie di segnalazioni, violazioni anche nel periodo passato di affidamento in prova, denunce e processi, alcuni ancora in corso. Lo scorso settembre Corona – arrestato nel gennaio 2013 per l’esecuzione delle sentenze passate in giudicato – aveva chiuso i conti con la giustizia (dopo oltre 10 anni di carcere) perché ha finito di scontare il cumulo delle pene definitive accumulate per una serie di condanne, tra cui i foto ricatti ai vip. E ha ancora processi in corso a Milano: uno per danneggiamento di un’ambulanza, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, nel quale il giudice ha disposto una perizia psichiatrica ed è indagato in un’inchiesta della procura di Palermo per un tentativo di vendergli materiale fotografico riservato sulla cattura del boss Matteo Messina Denaro. A settembre era stato fermato anche per guida senza patente.

Per la difesa, però, non si tiene conto che Corona ha finito di scontare le condanne definitive a fine settembre con valutazioni e relazioni positive da parte dell’Ufficio per l’esecuzione penale esterna e del Tribunale di Sorveglianza. Per i legali dell’ex re dei paparazzi, i fatti indicati si riferiscono al passato e non c’è alcun elemento che dimostri la sua attuale pericolosità sociale.

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