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Ultimo aggiornamento: 9:49 del 10 Ottobre 2023

Lite Severgnini-Basile a La7. “Lei mette sullo stesso piano Israele e Hamas. Non si fa”. “Le democrazie occidentali non sono giardini di rose”

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Botta e risposta concitato a Otto e mezzo (La7) tra l’ex ambasciatrice Elena Basile e il vicedirettore del Corriere della Sera, Beppe Severgnini, che contesta radicalmente l’intervento precedente della sua interlocutrice.
“Sono molto perplesso per le sue parole – esordisce il giornalista – In Ucraina c’è un aggressore, che è la Russia, e un aggredito, che è Kiev. Allo stesso modo abbiamo un aggressore, che è Hamas, e un aggredito che è Israele. Quest’ultimo ha commesso molti errori, però non ha mai fatto niente del genere. Non possiamo e non dobbiamo paragonare una democrazia imperfetta a un’organizzazione terroristica”.

E aggiunge: “È evidente che coi suoi errori il governo di Netanyahu ha fornito materiale ad Hamas. Israele ha sbagliato e faccio notare che questo in Israele si può dire. Provi ad andare a Gaza, signora ambasciatrice, e a contestare Hamas. Se non partiamo dall’idea che quello che abbiamo visto è mostruoso e indifendibile e cominciamo a dire ‘sì, però’, facciamo un errore”.

Immediata la replica di Elena Basile: “È indifendibile l’arroganza, la hybris con la quale l’Occidente crede di appartenere a una civiltà privilegiata e a un giardino assediato dalla giungla. Noi abbiamo avuto il nostro percorso storico. Vorrei ricordare che gli ebrei sono stati sterminati da una potenza europea, la Germania. Quindi, smettiamola di descrivere le democrazie occidentali come un giardino di fiori e di rose. Non è così. Abbiamo commesso i nostri crimini e la storia è conosciuta da tutti. Questa opposizione democrazia-regime è un’opposizione falsa, perché nelle relazioni internazionali bisogna comporre interessi diversi e legittimi“.

Severgnini ribatte ribadendo la sua posizione: “Ambasciatrice, la democrazia è una bella cosa e l’autocrazia e i terroristi sono una cosa terribile. Lei non può mettere queste cose sullo stesso piano perché alcune democrazie, come Israele, hanno commesso errori. È una cosa grave. Non si può e non si deve fare, ma scherziamo?”.

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