Molti cittadini israeliani potranno ora imbracciare un’arma da fuoco e usarla per “proteggere se stessi e l’ambiente circostante, quando necessario”. Il 9 ottobre, infatti, a soli due giorni dall’attacco a sorpresa di Hamas, è stato attivato un “ordine di emergenza” per moltiplicare le licenze per il porto d’armi. Il programma entrerà in vigore entro 24 ore ed è stato annunciato dal ministro della Sicurezza nazionale israeliana, Itamar Ben-Gvir. Il permesso per un’arma da fuoco dovrà essere richiesto tramite un colloquio telefonico, e non più di persona, e verrà concesso entro una settimana: potrà ottenerlo “qualsiasi cittadino che soddisfi i criteri per il porto di un’arma da fuoco privata per autodifesa e in appoggio alle forze di sicurezza e che non abbia precedenti penali o medici”, ha precisato il ministro.

Canali facilitati anche per “chi è già in possesso della licenza, ma scaduta, e non ha acquistato l’arma nel 2023″: questi potranno comprare l’arma da fuoco senza presentare ulteriore domanda. E ancora, chiunque abbia restituito l’arma negli ultimi sei mesi, per mancato addestramento o aggiornamento o rinnovo, potrà riaverla. A partire dal 10 ottobre verranno poi rilasciati permessi “che consentono l’acquisto di un massimo di 100 munizioni invece delle attuali 50″. L’annuncio del ministro è poi terminato con un triplice ringraziamento: al personale della Divisione per le licenze delle armi da fuoco, al Dipartimento di risposta civile della polizia israeliana e ai dipendenti del Ministero della Salute. I loro sforzi, ha concluso il ministro, “consentiranno al maggior numero possibile di cittadini di armarsi”.

La mossa appare in linea con il profilo di Ben-Gvir, da sempre schierato su posizioni fortemente ostili alla Palestina: il ministro, ad esempio, non ha mai nascosto la sua volontà di deportare i palestinesi dalle loro terre. Avvocato e politico di estrema destra, è il leader del partito Otzma Yehudit, la formazione considerata come il successore ideologico del partito sionista Kach, sciolto dal governo nel 1994 con l’accusa di terrorismo. Condannato nel 2007 per aver sostenuto un gruppo terroristico e per incitamento al razzismo contro gli arabi, Ben-Gvir è stato poi coinvolto in svariati incidenti violenti: nel 2022, ad esempio, puntò una pistola contro i residenti del quartiere palestinese di Sheikh Jarrah, nella Gerusalemme est occupata.

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