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Politica

22 Settembre 2023

Ultimo aggiornamento: 20:10 del 22 Settembre 2023

Morto Giorgio Napolitano, il discorso di insediamento dopo la rielezione nel 2013: le accuse ai partiti e l’appello alle larghe intese

di F. Q.
F. Q.
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È il 22 aprile 2013 quando l’allora Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, si presenta davanti alle Camere riunite per il discorso che inaugura il suo secondo mandato. È il primo presidente della storia Repubblicana a insediarsi al Quirinale per due volte consecutive. Davanti a senatori e deputati pronuncia un discorso molto duro, quasi una sorta di “commissariamento”. In cui non mancano accuse ai partiti, colpevoli di non esser stati capaci di mettere mano alle riforme e di aver ignorato i moniti. Parla di “imperdonabile nulla di fatto sulla riforma elettorale” e di “convenienze, tatticismi e strumentalismi hanno condannato alla sterilità o ad esiti minimalistici i confronti tra le forze politiche”. Poi l’esortazione a formare un esecutivo al più presto, a fare presto. Un appello che di fatto aprirà la strada alle larghe intese. Il discorso, nonostante la dura reprimenda alle forza politiche, viene accolto da un applauso scrosciante bipartisan. Solo gli esponenti del Movimento 5 stelle si alzano in piedi ma senza battere le mani. Giorgio Napolitano è morto oggi, venerdì 22 settembre, all’età di 98 anni

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Adn Kronos
  • 16:08 - Minori: Marco Rossetti di 'Doc' in piazza con Save the Children, per il weekend dei BisBuoni

    Roma, 10 ott. (Adnkronos) - Oggi e domani, Save the Children, l'organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro, animerà le piazze in tutta Italia con la seconda edizione di 'BisBuoni. Cambiamo il mondo un biscotto alla volta!'. I fondi raccolti grazie all'iniziativa sosterranno gli interventi dell'Organizzazione a supporto dei bambini e delle loro famiglie nei principali scenari di crisi globali. A sostenere l’iniziativa, stamattina, anche Marco Rossetti, attore e testimonial dell'Organizzazione, che ha fatto tappa allo stand di piazza Cola di Rienzo a Roma.

    Per tutta la durata dell’iniziativa, dalle 10 alle 19, in diverse località in tutt'Italia, i volontari di Save the Children hanno allestito banchetti dedicati, dove è possibile sostenere bambine e bambini che vivono in contesti emergenziali, e ricevere in cambio i BisBuoni, biscotti solidali prodotti in edizione limitata da Paterson's (affiliata Ferrero) per Save the Children. Disponibili in due gusti, frolla classica e gocce di cioccolato, i BisBuoni sono confezionati in scatole di latta da 200 grammi e saranno distribuiti a fronte di una donazione minima di 15 euro. I BisBuoni uniscono il piacere della condivisione a un gesto di solidarietà. Sceglierli significa sostenere il lavoro di Save the Children negli interventi di emergenza, per garantire ai bambini e alle loro famiglie assistenza, protezione, cure, beni di prima necessità e spazi sicuri nelle aree colpite da conflitti, calamità naturali e crisi umanitarie, in Italia e nel mondo.

    Ancora oggi, milioni di bambine e bambini vedono le proprie vite messe in pericolo da guerre e violenze. Nel 2025, una media di oltre 35.000 minori al giorno è stata costretta a fuggire dalla propria casa a causa di conflitti e violenze, il dato più alto mai registrato. Save the Children stima, inoltre, che circa 13 milioni di minori siano stati coinvolti in sfollamenti interni causati da conflitti e violenze, con un aumento del 46% rispetto ai circa 9 milioni del 2024. Nel 2025, inoltre, 6.266 bambine e bambini sono stati uccisi nei conflitti, con un aumento di circa il 34% rispetto all'anno precedente, mentre 24.174 minori hanno subito gravi violazioni dei propri diritti, il numero più alto da quando, 30 anni fa, è stato istituito il mandato Onu per la protezione dei bambini nei conflitti armati. Save the Children invita tutti a partecipare all’iniziativa oggi e domani nelle tante piazze d'Italia. Al link bisbuonisavethechildren.it si possono cercare le piazze nella propria città e contribuire a cambiare il futuro di tanti bambini, un biscotto alla volta.

  • 15:56 - Minori: Marco Rossetti di 'Doc' in piazza con Save the Children per il weekend dei BisBuoni

    Roma, 10 ott. (Adnkronos) - Oggi e domani, Save the Children, l'organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro, animerà le piazze in tutta Italia con la seconda edizione di 'BisBuoni. Cambiamo il mondo un biscotto alla volta!'. I fondi raccolti grazie all'iniziativa sosterranno gli interventi dell'Organizzazione a supporto dei bambini e delle loro famiglie nei principali scenari di crisi globali. A sostenere l’iniziativa, stamattina, anche Marco Rossetti, attore e testimonial dell'Organizzazione, che ha fatto tappa allo stand di piazza Cola di Rienzo a Roma.

    Per tutta la durata dell’iniziativa, dalle 10 alle 19, in diverse località in tutt'Italia, i volontari di Save the Children hanno allestito banchetti dedicati, dove è possibile sostenere bambine e bambini che vivono in contesti emergenziali, e ricevere in cambio i BisBuoni, biscotti solidali prodotti in edizione limitata da Paterson's (affiliata Ferrero) per Save the Children. Disponibili in due gusti, frolla classica e gocce di cioccolato, i BisBuoni sono confezionati in scatole di latta da 200 grammi e saranno distribuiti a fronte di una donazione minima di 15 euro. I BisBuoni uniscono il piacere della condivisione a un gesto di solidarietà. Sceglierli significa sostenere il lavoro di Save the Children negli interventi di emergenza, per garantire ai bambini e alle loro famiglie assistenza, protezione, cure, beni di prima necessità e spazi sicuri nelle aree colpite da conflitti, calamità naturali e crisi umanitarie, in Italia e nel mondo.

    Ancora oggi, milioni di bambine e bambini vedono le proprie vite messe in pericolo da guerre e violenze. Nel 2025, una media di oltre 35.000 minori al giorno è stata costretta a fuggire dalla propria casa a causa di conflitti e violenze, il dato più alto mai registrato. Save the Children stima, inoltre, che circa 13 milioni di minori siano stati coinvolti in sfollamenti interni causati da conflitti e violenze, con un aumento del 46% rispetto ai circa 9 milioni del 2024. Nel 2025, inoltre, 6.266 bambine e bambini sono stati uccisi nei conflitti, con un aumento di circa il 34% rispetto all'anno precedente, mentre 24.174 minori hanno subito gravi violazioni dei propri diritti, il numero più alto da quando, 30 anni fa, è stato istituito il mandato Onu per la protezione dei bambini nei conflitti armati. Save the Children invita tutti a partecipare all’iniziativa oggi e domani nelle tante piazze d'Italia. Al link bisbuonisavethechildren.it si possono cercare le piazze nella propria città e contribuire a cambiare il futuro di tanti bambini, un biscotto alla volta.

  • 13:57 - Rivoluzione incretine, arrivano nuovi farmaci anti obesità che allargano azione oltre perdita peso

    Roma, 10 ott. (Adnkronos Salute) - Incretine, rivoluzione in corso. Dopo semaglutide e tirzepatide, arrivano nuove molecole della 'famiglia', ancora più promettenti. E si allarga il loro raggio d’azione oltre la perdita di peso: dalla salute metabolica alla salute globale con effetti diretti e indiretti che fanno guadagnare salute al cuore e al fegato, proteggono i vasi sanguigni e il metabolismo cerebrale e impattano positivamente sulla salute riproduttiva della donna. L’evoluzione procede spedita: dalle incretine iniettive si passa alla pillola, i dosaggi diventano sempre più maneggevoli: dall’alto dosaggio al micro-dosing. Nel corso del 2026 sono arrivati nuovi dati clinici, una prima approvazione della Fda americana per le pillole Glp-1 semaglutide orale e orforglipron e risultati di fase 3 che spingono ulteriormente il limite della perdita di peso ottenibile con un farmaco. Mentre per le nuove molecole in arrivo gli effetti 'ad ampio raggio' sono supportati da dati preliminari di studi preclinici e robusti trial clinici che evidenziano l’efficacia dei vecchi e nuovi analoghi delle incretine se utilizzati precocemente come prevenzione primaria. Ne hanno parlato i maggiori esperti nazionali dell’area endocrino-cardio-metabolica, riuniti a Roma in occasione del 2° workshop 2026 dedicato a Incretine e salute metabolica: rivoluzione di cura per sovrappeso, obesità e patologie correlate, organizzato con il contributo non condizionato di Lilly.

    Nel corso dell’incontro, i clinici delle diverse aree mediche hanno condiviso e confrontato esperienze e competenze sui benefici consolidati di semaglutide e tirzepatide, ma anche sul ruolo e la posizione che assumeranno le nuove molecole che ampliano le possibilità terapeutiche sul fronte cardiovascolare, epatico, neuro-endocrino e aprono scenari interessanti sulla neuroprotezione con un utilizzo precoce in prevenzione primaria per malattie neurodegenerative come Alzheimer e demenze. Tra i temi il mantenimento del peso raggiunto, la gestione della perdita di massa magra (muscolo) e la possibilità di trattamenti di lunga durata con strategie che prevedono la maneggevolezza dei farmaci dall’alto dosaggio al micro-dosing. Si affaccia all’orizzonte l’utilizzo in oncologia, ma va contrastato lo stigma della cura con un’informazione continua e chiara. A chiudere l’incontro, le testimonianze di due pazienti con il racconto della loro esperienza. "Tra le novità più importanti che saranno disponibili in un futuro molto vicino in Italia ci sono le pillole antiobesità e il triplo agonista retatrutide", annuncia Andrea Fabbri, docente di Endocrinologia Università di Roma Tor Vergata.

    "I Glp-1 agonisti orali - continua - sono la nuova frontiera in pillole per la cura di sovrappeso metabolico e obesità. Non hanno bisogno della catena del freddo e rispetto alle molecole iniettive hanno una buona efficacia di cura (anche se generalmente minore) e una maggiore facilità per un uso quotidiano. Retatrutide, molto atteso – aggiunge Fabbri – è un triplo agonista (GLP-1+GIP+glucagone) di tipo iniettivo su base settimanale; aggiunge alla semaglutide (solo GLP-1) e alla tirzepatide (GLP-1+GIP) una terza azione sul recettore del glucagone. Questo comporta una maggiore spesa energetica, ossidazione del grasso nel fegato con meno steatosi e una maggiore efficacia sul calo di peso corporeo. Negli studi clinici Triumph di fase 3, la retatrutide ha determinato una marcata riduzione di peso corporeo fino a -30% del peso iniziale dopo circa 2 anni di cura; a questo si è associata la riduzione delle apnee notturne, la riduzione del grasso epatico fino all’80% e la riduzione/guarigione del dolore da osteoartrite del ginocchio. Numeri di un’efficacia di calo di peso paragonabile a quelli che si hanno mediamente con la chirurgia bariatrica, con effetti collaterali modesti e sovrapponibili ai farmaci Glp-1, prevalentemente di tipo gastrointestinale e una forte aderenza alla terapia (maggiore del 90%). L’approvazione da parte dell’ente regolatorio americano Fda è attesa negli Usa per l’inizio del 2027 e si prevede che la retatrutide sarà indicata per l’obesità grave o comunque non responsiva alle altre incretine".

    I farmaci incretinici - secondo gli esperti - incidono su molteplici aspetti e amplificano l’azione biologica recettoriale provocata dagli ormoni enteroendocrini, azione che si esplica a livello centrale, ma anche del pancreas e di altri organi, e che crea una sorta di condizione cosiddetta di 'sorveglianza metabolica' di tutto l’organismo. Gli analoghi incretinici hanno un effetto benefico su mortalità e morbilità, dovuto alla diminuzione dei valori pressori, della glicemia e dei lipidi insieme al calo ponderale e alla perdita di massa grassa che coinvolge anche il grasso epicardico con conseguente riduzione dell’infiammazione a livello cardiaco e coronarico. Questo meccanismo va ad agire sui principali fattori di rischio cardiovascolare; la conseguenza più diretta è una riduzione della mortalità per eventi cardiaci maggiori. "La riduzione degli eventi maggiori è significativa e si osserva sia nei pazienti con diabete di tipo 2 sia nei pazienti obesi con o senza diabete, dove sia la riduzione del peso sia il controllo glicemico inducono riduzione di mortalità e morbidità che è funzione del grado di rischio che è superiore al 20% ", dichiara Giuseppe Rosano, docente di Cardiologia al St. George’s Hospital, St George’s University di Londra. "Le Società scientifiche cardiologiche, infatti, raccomandano l’uso di questi farmaci come prima istanza terapeutica nei pazienti diabetici ad aumentato rischio cardiovascolare oppure dopo un evento maggiore nei pazienti diabetici e non diabetici. I farmaci attualmente disponibili sono sicuri e maneggevoli, si possono impiegare per tempi più lunghi e a dosaggi più bassi".

    Il fegato grasso è una grave complicanza dell’obesità. Le incretine come il Glp-1 agiscono riducendo l’apporto calorico, aumentando la sazietà e migliorando il controllo glicemico. La conseguenza è una perdita di peso che riduce il grasso viscerale, la lipolisi periferica e il flusso di acidi grassi liberi verso il fegato. "Di conseguenza, migliorando l’insulino-resistenza si riducono la steatosi e la lipotossicità e, in modo indiretto, l’infiammazione", dice Luca Miele, ricercatore in Medicina interna, direttore Clinica del pretrapianto di fegato, responsabile percorso Area epatopatie dismetaboliche, Fondazione Policlinico A. Gemelli Irccs, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. "Il Gip - continua - quando viene combinato con il Glp-1, come nel caso della tirzepatide, migliora il controllo glicemico, favorisce la perdita di peso e la funzione del tessuto adiposo. Lo studio Surpass-3 ha dimostrato che la tirzepatide riduce in modo significativo il grasso epatico rispetto all’insulina degludec, insieme a una diminuzione del grasso viscerale. Ultimamente si stanno sviluppando farmaci che prevedono l’agonismo del glucagone; questo, quando si lega al suo recettore, presente anche nel fegato, stimola la beta-ossidazione degli acidi grassi e la chetogenesi, aumentando l’uso dei lipidi come fonte di energia, in pratica aiuta a utilizzare i lipidi".

    Tirzepatide e gli altri farmaci incretinici potrebbero avere potenziali effetti terapeutici nelle malattie reumatiche e neuromuscolari; al momento i dati più solidi riguardano l’artrite reumatoide, malattia infiammatoria spesso associata a importanti comorbidità tanto che almeno il 20-25% dei pazienti è obeso, spesso si associa a fibromialgia, ad un elevato rischio cardiovascolare, con presenza di iperuricemia e disturbi dell’umore. "Per motivi in parte ancora non chiari, probabilmente legati a meccanismi di riduzione dell’infiammazione, della proteina C reattiva, di citochine pro-infiammatorie come IL-6, i farmaci incretinici dimostrano la loro efficacia nel migliorare il quadro della patologia", chiosa Carlo Perricone, docente di Reumatologia, Università degli Studi di Perugia. "L’efficacia delle incretine si spiega attraverso un’azione sulla riduzione del peso e del tessuto adiposo pro-infiammatorio, che produce adipochine, molecole che alimentano il circolo della flogosi e conseguente effetto benefico sulle comorbidità associate. Uno studio di fase 3 ha associato tirzepatide con un inibitore dell’interleuchina 17 (ixekizumab) e si è osservato che l’associazione migliora l’efficacia della terapia standard di psoriasi e artrite psoriasica e al contempo si ottiene una riduzione del peso nell’ordine di -17% circa, percentuale sovrapponibile ai dati di letteratura". Il peso corporeo nella donna in menopausa tende ad aumentare a causa del calo degli estrogeni: le incretine possono avere un ruolo importante nel favorire la perdita di peso e nel migliorare anche i parametri cardiometabolici. "Dopo la menopausa, l’incremento medio è di circa un chilo all’anno, in assenza di appropriata terapia ormonale sostitutiva , che, in associazione ad un sano stile di vita, costituisce invece un grande aiuto nel mantenimento di un peso corporeo corretto", spiega Alessandra Graziottin, docente di Ginecologia ed Ostetricia, Università di Verona. "Gli agonisti del recettore di Glp1 e Gip, detti farmaci incretino-mimetici - aggiunge Graziotin - contribuiscono a recuperare il peso ottimale e dunque a valorizzare stili di vita più sani ottimizzando tutto il percorso di salute della donna e contribuendo ad ottenere una longevità più sana, più consapevole e più felice. Ginecologi e donne dovrebbero condividere alcuni aspetti essenziali sull’uso dei farmaci incretino-mimetici, per ottimizzare l’alleanza terapeutica tra medico e paziente".

    Da dati recenti è emerso che le incretine possono rappresentare un’opportunità per intervenire in modo efficace sulle alterazioni metaboliche nelle donne con sindrome poliendocrina metabolico-ovarica (ovaio policistico)."Uno studio pubblicato sul Journal of the Endocrine Society ha dimostrato che la tirzepatide può essere considerata una valida opzione terapeutica in donne affette da questa sindrome in sovrappeso od obese – illustra Costanzo Moretti, docente di Endocrinologia, Università degli Studi di Roma Tor Vergata. "L’adesione ad un programma terapeutico e nutrizionale di ristabilimento del peso, oltre ad un follow-up continuativo dei parametri di riequilibrio, comporta un significativo miglioramento della patologia multisistemica. Naturalmente, tutto questo è in accordo con le evidenze scientifiche che dimostrano come la correzione della PMOS possa avere un impatto diretto e significativo sul miglioramento della funzione riproduttiva e della fertilità. In questa direzione, utile potrà essere la disponibilità di altre molecole e soprattutto di nuove formulazioni, ad esempio l’imminente ammissione di preparati che possono essere somministrati per via orale e non più sottocutanea". I recettori per le incretine sono presenti in tutto il sistema nervoso centrale, quindi l’utilizzo dei farmaci incretino-mimetici che comporta la riduzione di alcuni fattori di rischio – come l’infiammazione, il deposito di sostanza amiloide, l’obesità, l’insulino-resistenza – può avere un’azione neuroprotettiva molto importante, regolarizzando il metabolismo glicidico.

    "Riguardo all’impiego delle incretine nella malattia di Alzheimer, le osservazioni al momento arrivano da studi preclinici condotti principalmente con semaglutide e dimostrano che la somministrazione di questi farmaci può ridurre i fattori di rischio evidenziando una forte plausibilità biologica nel proteggere il cervello attraverso una serie di azioni che riducono l’attivazione della microglia e la risposta infiammatoria del sistema nervoso centrale, favoriscono la stabilità dei vasi sanguigni e il recupero o il mantenimento dell’integrità della barriera emato-encefalica, migliorano l’utilizzo del glucosio a livello cerebrale, molto spesso alterato", sottolinea Cinzia Niolu, docente di Psichiatria, Università di Roma Tor Vergata. "Le incretine agiscono sui fattori di rischio, quindi come prevenzione primaria, ma non si dimostrano efficaci sulla malattia conclamata, dimostrando le potenzialità se usate in una finestra temporale molto precedente, ovvero come possibile terapia preventiva, e non come cura. Non ci sono ancora studi clinici sull’uomo, ma solo alcuni studi osservazionali epidemiologici condotti su popolazioni con diabete di tipo 2 e/o con obesità; anche in questi casi si osserva una riduzione del rischio di sviluppare malattie neurodegenerative e disturbi cognitivi". Tirzepatide e gli altri farmaci incretinici modificano in maniera importante la composizione corporea determinando una riduzione della massa grassa, ma anche una perdita di massa magra. Riuscire a preservare il muscolo durante il trattamento è una delle sfide, così come riuscire a mantenere nel lungo periodo il peso perso.

    "Lo studio Surmount-1 ha dimostrato che l’uso di tirzepatide alla dose massima di 15 mg/settimana ha determinato una significativa riduzione media della percentuale di peso corporeo a 72 settimane pari al 20,9%. In uno studio condotto su alcuni partecipanti dello studio Surmount-1, in cui era stata valutata la composizione corporea mediante Dxa (assorbimetria a raggi X a doppia energia), è stato dimostrato che del peso corporeo perso con tirzepatide, circa il 75% era costituito da massa grassa e circa il 25% da massa magra" dice Marco Infante, docente di Endocrinologia, Facoltà di Medicina e Chirurgia, UniCamillus. "In corso di terapie con farmaci incretino-mimetici, dunque, il calo ponderale interessa prevalentemente la massa grassa, determinando un miglioramento del rapporto tra massa grassa e massa magra e, in alcuni casi, una normalizzazione di questo rapporto. Tra l’altro, la proporzione tra perdita di massa grassa e perdita di massa magra osservata con i farmaci incretino-mimetici è sovrapponibile a quella riportata con gli interventi sullo stile di vita, le diete ipocaloriche ed i trattamenti chirurgici dell’obesità". Gli specialisti hanno approfondito anche il tema del mantenimento del peso. Dopo la sospensione di questi farmaci, si recuperano generalmente circa due terzi del peso perso entro un anno. Inoltre, questo incremento di peso si associa ad una progressiva riduzione dei benefici cardiovascolari e metabolici ottenuti durante il trattamento. Da qui, secondo gli esperti, l’importanza di considerare i farmaci incretino-mimetici come parte di una strategia terapeutica a lungo termine, integrata in un approccio multidisciplinare e personalizzato che comprenda uno stile di vita salutare, attività fisica regolare, dietoterapia e supporto psicologico, piuttosto che come una soluzione farmacologica di breve durata finalizzata ad una 'facile' perdita di peso. Riguardo alla gestione della terapia farmacologica, quello che emerge dai primi studi clinici è che mantenere l’uso del farmaco iniettivo alla massima dose tollerata o passare da formulazioni iniettive a formulazioni orali di queste molecole potrebbero rappresentare strategie efficaci per il mantenimento del peso perso nel lungo termine. L’impiego di dosi ridotte di questi farmaci potrebbe rappresentare una strategia utile per il mantenimento del peso corporeo raggiunto, in alternativa alla completa sospensione del trattamento, soprattutto nei casi in cui la prosecuzione della terapia ad alte dosi risulti difficilmente sostenibile dal punto di vista economico.

  • 12:29 - Italia-Usa, Ghribi: "Amicizia Paesi è patrimonio da custodire e rafforzare"

    Washington, 10 ott. (Adnkronos) - "Il legame tra Italia e Stati Uniti rappresenta un patrimonio straordinario, costruito attraverso secoli di storia, valori condivisi e una profonda amicizia tra i nostri popoli. È una relazione che dobbiamo continuare a custodire e rafforzare, perché costituisce una delle basi fondamentali del nostro futuro comune". Lo ha detto Kamel Ghribi, fondatore e Chairman di Gksd e vicepresidente del Gruppo San Donato, a margine della sua partecipazione alla celebrazione del Columbus Day organizzata alla Casa Bianca dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

    "È stata un’occasione davvero speciale incontrare il Presidente Trump in una ricorrenza così significativa. Ogni volta che torno negli Stati Uniti ritrovo l’energia straordinaria di un Paese che ha fatto della libertà, dell’iniziativa individuale e della possibilità di realizzare le proprie ambizioni alcuni dei suoi valori fondanti", ha affermato Ghribi. Il Columbus Day "richiama una pagina fondamentale della storia, il viaggio di Cristoforo Colombo del 1492, e rappresenta anche un’occasione per ricordare il contributo che gli italiani hanno dato, nel corso dei secoli, alla crescita e allo sviluppo degli Stati Uniti".

    Secondo Ghribi, il rapporto transatlantico conserva oggi un’importanza particolare anche sul piano economico e della cooperazione internazionale. "Italia e Stati Uniti condividono non soltanto una storia di amicizia, ma anche grandi opportunità di collaborazione nei settori dell’innovazione, della sanità, delle infrastrutture e degli investimenti. In un mondo attraversato da profonde trasformazioni, rafforzare questi legami significa creare nuove occasioni di crescita e contribuire alla stabilità e alla prosperità delle nostre comunità". E ha concluso: "Il Columbus Day ci ricorda che le grandi imprese nascono dal coraggio di guardare oltre gli orizzonti conosciuti. È con questo spirito di fiducia, iniziativa e apertura verso il futuro che dobbiamo continuare a coltivare l’amicizia tra Italia e Stati Uniti".

  • 09:52 - Morto dissanguato dopo coltellata a una gamba, arrestata la moglie

    Arezzo, 10 ott. - (Adnkronos) - E' stata arrestata la moglie di Giancarlo Bernardini, il 70enne morto dissanguato il 18 settembre scorso all’ospedale San Donato di Arezzo dopo essere stato ferito a una gamba nella sua abitazione di Pian del Ponte, nel comune di Bibbiena (Arezzo). La donna, Maria Ricci, 59 anni, è gravemente indiziata del reato di omicidio preterintenzionale aggravato.

    I carabinieri della compagnia di Bibbiena e del nucleo investigativo del reparto operativo del comando provinciale di Arezzo hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Arezzo su richiesta della Procura della Repubblica. La moglie è stata condotta nella casa circondariale di Firenze-Sollicciano.

    Secondo la ricostruzione degli investigatori, il fatto sarebbe avvenuto nella tarda mattinata del 18 settembre, durante una discussione nella cucina dell’abitazione coniugale. In quella circostanza, la 59enne avrebbe impugnato un pugnale e avrebbe colpito il marito alla gamba sinistra, sotto il ginocchio, provocandogli una profonda ferita da punta e taglio. La lesione avrebbe interessato la regione della vena poplitea, determinando una copiosa emorragia, uno choc emorragico e una successiva sofferenza pluriorganica. Nonostante l’intervento dei soccorritori e le cure ospedaliere, per Bernardini non ci sarebbe stato nulla da fare: l’uomo è morto nella stessa giornata al San Donato di Arezzo.

    Dopo il ferimento, la moglie aveva allertato il 118, riferendo inizialmente di un infortunio e tentando di tamponare la ferita con alcuni stracci. Trasportato in ospedale in elicottero, il 70enne era arrivato in condizioni critiche e aveva perso conoscenza, senza poter fornire una propria versione dell’accaduto.

    Le indagini, coordinate dalla Procura aretina, si sono sviluppate attraverso l’ascolto di testimoni e una serie di accertamenti tecnico-scientifici. Durante un sopralluogo nell’abitazione, svolto anche con il supporto degli specialisti della sezione investigazioni scientifiche del comando provinciale di Firenze, i carabinieri hanno rinvenuto quella che viene indicata dagli inquirenti come l’arma utilizzata per ferire la vittima: un pugnale abitualmente impiegato per le attività di caccia, lungo complessivamente circa 30 centimetri, con una lama di circa 18 centimetri.

    Un ulteriore elemento valutato dagli investigatori riguarda le dichiarazioni rese dalla donna, che sarebbe stata sentita più volte fornendo versioni differenti dei fatti. Dopo l’iscrizione nel registro degli indagati, la 59enne era stata interrogata dal pubblico ministero alla presenza del proprio difensore. Gli elementi raccolti e le esigenze cautelari prospettate dalla Procura hanno portato alla richiesta e all’emissione della misura della custodia in carcere. L’ipotesi contestata è quella di omicidio preterintenzionale aggravato, secondo la ricostruzione accusatoria di un colpo inferto durante una discussione dal quale sarebbe derivata, senza essere voluta, la morte del marito.

    La vicenda aveva inizialmente concentrato l’attenzione degli inquirenti sulla natura della ferita e sulla sua compatibilità con un incidente domestico. Gli accertamenti successivi avrebbero consentito di delineare un quadro indiziario ritenuto sufficiente a sostenere la richiesta di arresto.

  • 00:15 - Ora solare, dalla zucca ai broccoli fino al melograno: i cibi autunnali per ritrovare l’equilibrio

    Roma, 10 ott. (Adnkronos Salute) - Conto alla rovescia per l'ora solare che arriverà tra sabato 24 e domenica 25 ottobre. "L'arrivo dell’ora solare non è una semplice parentesi organizzativa da risolvere spostando indietro di sessanta minuti le lancette degli orologi, né tanto meno l’origine di ipotetici ed esagerati malesseri passeggeri. Rappresenta, al contrario, la prima vera boa di segnalazione ufficiale che la natura ci offre per certificare un cambio di stagione metabolico. Quando il buio si anticipa e il clima comincia a virare verso il freddo, l’organismo richiede una fisiologica riorganizzazione dei propri ritmi e dei propri schemi alimentari. Continuare a mangiare come se fossimo ancora in piena estate, o al contrario cercare scorciatoie miracolose, significa ignorare i segnali con cui il corpo si adatta all'ambiente. La tavola d’autunno diventa così il principale strumento di sincronizzazione tra la nostra biologia e la disponibilità della terra, offrendo esattamente ciò che serve quando serve". E' l'analisi per l'Adnkronos Salute dell'immunologo Mauro Minelli, professore di Nutrizione clinica all'università Lum 'Giuseppe Degennaro'.

    "In questo scenario di transizione, la zucca e gli ortaggi a polpa arancione svolgono un ruolo fondamentale grazie al loro contenuto di beta-carotene, un prezioso alleato nell'attività di protezione delle mucose e nel rafforzamento delle barriere epiteliali, le prime a essere sollecitate dai primi sbalzi termici. Accanto a essi, il ritorno strutturato dei legumi e dei cereali integrali garantisce un apporto costante di energia a lento rilascio e di fibre prebiotiche. Questo tipo di nutrimento - riflette - non solo evita i picchi glicemici ma sostiene direttamente l'attività del microbiota intestinale, il vero centro nevralgico della risposta immunitaria e metabolica della stagione fredda. Parallelamente, la frutta a guscio tipica di questo periodo, come le noci, offre una concentrazione ideale di grassi polinsaturi e minerali essenziali tra cui il magnesio, indispensabili per sostenere la plasticità del sistema nervoso proprio quando la riduzione delle ore di luce solare stimola una diversa regolazione dei neurotrasmettitori. Sul fronte delle verdure, l'ingresso nel piatto delle crucifere — dai broccoli alle cime di rapa, fino alle verze — attiva specifiche vie enzimatiche utili alla detossificazione epatica e alla modulazione dei processi infiammatori. Infine, frutti come il melograno e i frutti di bosco autunnali completano il quadro fornendo un’intensa carica di polifenoli e sostanze antiossidanti, capaci di proteggere le cellule e favorire la biodiversità microbica intestinale".

    "Interpretare il passaggio all’ora solare come un'opportunità di riallineamento significa quindi abbandonare la fretta e le soluzioni artificiali per riscoprire il valore della cronobiologia applicata alla vita quotidiana - suggerisce l'immunologo - Sintonizzare i pasti con i prodotti che maturano spontaneamente in questo periodo, prediligendo cotture più calde ed evitando inutili appesantimenti serali, rappresenta la strategia più semplice e diretta per accompagnare il corpo verso la stagione fredda in perfetto equilibrio con i ritmi della natura".

  • 18:41 - Russo (Link): "Le migliori energie dovrebbero essere dedicate alla politica"

    Roma, 9 ott. (Adnkronos) - “L'università, per sua definizione, si rivolge ai giovani e li prepara per il mondo del lavoro. Ma nel mondo non servono soltanto medici, avvocati, ingegneri e quant'altro. Serve anche occuparsi della politica. Purtroppo per anni ci hanno detto che la politica è una cosa ‘sporca’, invece le migliori energie dovrebbero dedicarsi alla politica. Qualcuno una volta disse ‘Se non vuoi una mela marcia la devi prendere dall'albero’. Ecco: questi giovani sono le mele che crescono dagli alberi”. Lo afferma Roberto Russo, direttore generale Link Campus University di Roma, a Roma all’edizione 2026 di ‘60 under 30’ ospitata dall’Ateneo. L’evento che premia i leader politici del futuro e permette loro di incontrare i politici contemporanei, promosso dall’associazione ‘La Giovane Roma’ e dal suo magazine “Politica”, si è svolto negli spazi dell’università Link.

    La partecipazione alla vita politica è da incentivare a prescindere “dalla parte politica, come è stato detto oggi, perché è dall'unione delle idee e dal confronto che esce l'idea democraticamente migliore - precisa - Partecipare a un'iniziativa del genere e contribuire affinché si sviluppi è un elemento sostanziale della missione di ogni università che forma giovani e menti per avere un futuro migliore. Un buon politico e un bene per tutti”.

    “Ho apprezzato la partecipazione trasversale dei rappresentanti delle istituzioni e della politica, perché l'importante è che il confronto resti tale. Fino a quando si parla - conclude - si troverà una soluzione che sarà la più adeguata e la migliore. Quando non si parla, ci si tira indietro e non ci si confronta, dalle idee si passa alle ideologie. A volte, queste ultime hanno fatto danni. Meglio le idee”.

Adn Kronos www.adnkronos.com
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