Con la crescita dei casi Covid e la prossima partenza delle scuole, dopo la stretta del ministero della Salute, anche i presidi sono pronti a correre ai ripari e mandano indicazioni a docenti e collaboratori scolastici.

“L’indicazione dei presidi ai professori e bidelli è quella di evitare gli assembramenti degli alunni, soprattutto in questi primi giorni di scuola”, dice Mario Rusconi, dell’Associazioni presidi, commentando appunto la recrudescenza di casi Covid che si sta registrando in queste ultime settimane in Italia. “In molte scuole, a chi lo chiederà, distribuiremo le mascherine utilizzando le tantissime scorte che ci furono date durante la fase critica della pandemia. Stessa cosa avverrà con il gel disinfettante”, annuncia ancora Rusconi, sottolineando che comunque “l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale è consigliato ai professori e agli alunni con fragilità”.

Si tratta di un suggerimento e un invito, appunto, in quanto “l’utilizzo non è obbligatorio”, specifica ancora il membro dell’associazione presidi. “Mi sento, poi, in dovere di lanciare un appello agli enti affinché siano più solleciti nei lavori di ristrutturazione negli istituti scolastici – continua ancora Rusconi – avere classi con 27-28 alunni, in ambienti non grandi, non può che favorire la trasmissione di qualsiasi virus. Sarebbe, infine, prezioso che le scuole potesse riottenere quegli spazi oggi adibiti ad appartamenti dove spesso vivono figli o nipoti di bidelli oramai morti. Nella sola Roma sono 500, ma la situazione è simile anche in realtà come Napoli e Bari”.

Secondo Francesco Vaia, direttore generale della programmazione del ministero della Salute, però, bisogna “evitare allarmismi“: “Per la scuola abbiamo tante volte parlato di interventi strutturali, vediamo in settimana con la ripresa dell’anno scolastico di fare un punto su quello che è stato fatto finora. Ma evitiamo allarmismi. Noi adesso abbiamo gli strumenti per la tutela e in questo momento sono sufficienti”, afferma, ricordando però che la circolare del ministero riguardante gli ospedali va applicata.

Secondo Vaia “non si può tornare indietro con misure che avevano un senso nel periodo di emergenza. Esiste il senso civico di responsabilità: la mascherina si può mettere se si è sintomatici per difendere gli altri”, aggiunge. “Per responsabilità civica – conclude – se sono sintomatico, ovviamente, non vado in metro come evito di andare in luoghi affollati. Ma non si può tornare indietro. C’è adesso un’immunità ibrida, la storia clinica dimostra che il Covid colpisce le persone più fragili”.

Intanto lunedì 11 settembre comincerà l’anno scolastico. Al momento non esistono comunque misure restrittive anti-Covid e dunque non vi sono indicazioni specifiche sui comportamenti da adottare ma in una circolare il ministero della Salute raccomanda, comunque, di osservare le stesse precauzioni valide per prevenire la trasmissione della gran parte delle infezioni respiratorie: indossare la mascherina, se si è sintomatici, rimanere a casa fino al termine dei sintomi, lavare spesso le mani, evitare il contatto con persone fragili.

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