È partita dal tentato omicidio di un sorvegliato speciale avvenuto il 5 luglio del 2020 a Latiano, nel quadro delle dinamiche relative al controllo del territorio da parte di una organizzazione di tipo mafioso e all’ascesa ai vertici di una frangia della Sacra Corona Unita da parte di Gianluca Lamendola, l’indagine che, alle prime luci dell’alba di martedì 16 luglio, ha portato i carabinieri della Compagnia di San Vito dei Normanni e di Fasano, con il supporto in fase esecutiva dello Squadrone Eliportato Cacciatori ‘Puglia’ e del Nucleo Cinofili di Bari e Potenza, ad arrestare 22 persone nei comuni brindisini di San Vito dei Normanni, Mesagne, Carovigno, San Pancrazio Salentino, Torre Santa Susanna e Fasano, nei capoluoghi di Brindisi, Lecce, Taranto, Foggia, Trani e nel comune barese di Corato.

Nel corso dell’operazione antimafia è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della città salentina. I 22 destinatari (21 in carcere, uno ai domiciliari) sono indagati, a vario titolo, per associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, tentato omicidio, detenzione e porto illegale di armi da fuoco e da guerra, violenza privata, lesioni personali, estorsione, ricettazione, danneggiamento seguito da incendio ed autoriciclaggio, tutti aggravati dal metodo mafioso, produzione, coltivazione, spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e violazione degli obblighi inerenti alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza.

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