La protesta dei facchini che lavorano in appalto per Mondo Convenienza si estende dai magazzini di Campi Bisenzio, dove prosegue da 25 giorni, a Roma e Bologna. Uno sciopero che doveva durare solo un giorno, quello dei facchini della ditta RL2 che gestisce anche le consegne di Mondo Convenienza a Bologna, che è diventato uno stato di agitazione permanente dopo che i lavoratori in sciopero denunciano di essere stati aggrediti e feriti. “Siamo stati attaccati con calci e pugni – denuncia un lavoratore che è stato investito da un furgone e preso a calci in faccia e sulla schiena – mentre stavamo protestando pacificamente dentro al magazzino, non abbiamo mai visto le facce di chi ci ha aggredito, certamente non sono colleghi facchini che solitamente lavorano a Bologna”. Quella che per il Si Cobas ha tutte le caratteristiche di “un’aggressione premeditata”, per l’azienda è invece una rissa scaturita tra alcuni camionisti che intendevano effettuare le consegne e chi protestava, in maniera “illegale e provocatoria”, scrive la RL2, società di logistica alla quale il sindacato e i lavoratori contestano di assumere con contratti multiservizi “assolutamente inadeguati”. Tra gli aggrediti, a Bologna, anche un fotografo di Repubblica, al quale è stato detto da una persona che aveva appena inseguito e preso a calci un lavoratore: “Se mi fotografi ti rompo la macchina e ti butto in tangenziale”.
“Chiediamo solo di poter lavorare con il contratto di logistica che ci spetta, anziché quello multiservizi pulizie con il quale siamo inquadrati” Spiega il facchino Arshad Khazifa al presidio davanti ai cancelli del magazzino di Mondo Convenienza di Campi Bisenzio: “Iniziamo non dopo le 7 del mattino e andiamo avanti senza un orario preciso, totalizzando fino a 15 ore al giorno per 900 euro netti al mese, senza straordinari, malattie o tutele di alcun tipo. Esiste la legge e prevede cinque giornate di lavoro da otto ore, vorremmo solo fosse rispettata”.
Mondo Convenienza non è nuovo a contestazioni sindacali, tra il 2016 e il 2017 la Cgil aveva osservato le stesse pratiche che oggi denuncia il Si Cobas, e dalle denunce di facchini e autisti era scaturita un’indagine della procura di Bologna e un processo, iniziato lo scorso 23 maggio, per sfruttamento e intermediazione illecita di manodopera a carico di cinque dirigenti di Mondo Convenienza. “Nei magazzini non esiste la macchina ‘marcatempo’ e non la vogliono installare – spiega Luca Toscano per il Si Cobas – facchini e autisti lavorano finché non terminano le consegne, anche fino a tarda sera”. Eppure, non è sempre stato così: “Prima veniva applicato il contratto ‘Trasporti, merci, logistica’, ma da quando i lavoratori sindacalizzati, a Bologna, hanno richiesto che il contratto fosse veramente applicato (regolarizzando gli orari, venissero pagati straordinari e indennità, rispettate le normative di sicurezza ecc.) l’azienda ha chiuso l’appalto, licenziato i lavoratori che si erano organizzati (con la Cgil) e ha riaperto questo appalto con il contratto multiservizi, privo di tutele“.
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