L’Opec+ (ossia la versione dell’Organizzazione dei principali produttori di petrolio che include anche la Russia) ha annunciato a sorpresa un taglio della produzione a partire dal mese di maggio fino a tutto il 2023 di 1 milione di barili al giorno. Solo l’Arabia Saudita, primo esportatore di greggio al modo, ridurrà l’offerta di mezzo milione di barili. Il resto dei tagli sarà distribuito tra gli altri paesi aderenti all’Organizzazione. L’Iraq taglierà 211mila barili, gli Emirati Arabi 148mila, il Kuwait 128mila, il Kazakstan 78mila, l’Oman 40mila. Algeri ha annunciato una diminuzione della produzioni di 48mila barili al giorno. La Russia ha invece annunciato che il taglio di 500mila barili che aveva annunciato da marzo a giugno sarà prorogato per tutto il 2023 Il ministero dell’Energia e delle Miniere algerino spiega che “Questa riduzione volontaria è una misura precauzionale che si aggiunge alla riduzione della produzione concordata nella Trentatreesima Riunione Ministeriale Opec+ del 5 ottobre 2022”. Il consumo globale di greggio è di circa 100 milioni di barili al giorno, la mossa dell’Opec+ ha lo scopo di ridurre l’offerta per sostenere le quotazioni del petrolio, scambiato ora a 82 dollari al barile (brent) ossia sui valori più bassi da circa 15 mesi.

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