Prima l’attacco contro Pd, M5s e Alleanza Verdi Sinistra sulla strage di Cutro, poi le repliche sarcastiche contro il deputato Angelo Bonelli dopo le tensioni in Aula e le risate, fino alle accuse contro il gruppo dei deputati 5 Stelle su Superbonus e Ucraina. Le repliche della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo del 23 e 24 marzo si sono trasformate in un continuo scontro tra la premier e le opposizioni (Italia Viva-Azione esclusa).

Era stato il Pd a rivendicare come quella di Cutro fosse “una tragedia che avremmo potuto evitare“, ricordando con l’intervento della deputata Silvia Roggiani come la premer avesse rivolto ai familiari “una domanda crudele, alla quale hanno risposto spiegandole che erano consapevoli dei rischi, ma che non hanno alternative” perché in fuga “da Paesi dove non si può vivere, da dove è naturale voler fuggire”. Parole alle quali Meloni ha replicato con durezza, ripetendo il mantra del governo della ‘coscienza pulita’. “Dall’opposizione ho sentito molte falsità. È una calunnia contro lo Stato dire che lasciamo morire bimbi in mare“. Le sue parole hanno scatenato una dura reazione, soprattutto tra i banchi dem, con in particolare la capogruppo Debora Serracchiani e Piero De Luca a protestare in modo veemente.

Non è mancato poi un botta e risposta con il leader dei Verdi Angelo Bonelli sulla siccità e sulle politiche energetiche. “Spero che l’onorevole Bonelli non voglia dire che in cinque mesi ho prosciugato l’Adige, neanche fossi Mosé”, ha attaccato sarcastica, dopo che il deputato aveva portato in Aula dei sassi presi dall’Adige per denunciare il dramma siccità, tra le risate della stessa premier. Accuse alle quali è seguito un battibecco in diretta con l’esponente verde: “Lei è una brava manipolatrice“. “Manipolatrice stamattina mi mancava”, la contro-replica.

Ma lo scontro si è acceso anche contro il M5s, con la premier che ha ribadito il no al Superbonus, bollando la misura come un intervento che “ha aiutato le banche a lucrare“, tra le proteste dei deputati di opposizione.

È soprattutto sulla guerra in Ucraina che in Aula si è accesa la bagarre tra Meloni e M5s: “Se ci fermiamo consentiamo l’invasione di Kiev”, ha replicato alla deputata pentastellata Elisa Scutellà che aveva lanciato l’appello a ‘fermarsi’, con il M5s contrario all’invio di nuove armi a Kiev. “Fermatevi? Penso che lo debba dire a Putin. Non sono così ipocrita da scambiare un’invasione con la parola pace. Ritenete che si debbano rivedere i confini dell’Ucraina e come? Si devono dare a Mosca i territori occupati o no? Questo vorrei sentire se parliamo seriamente di pace, altrimenti è propaganda irresponsabile“. A Meloni ha poi replicato in dichiarazione di voto Giuseppe Conte: “Lei sta portando l’Italia in guerra esibendo un piglio coraggioso. L’unica via alternativa è quella politica”.

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