Da un lato mettere in atto “tutte le misure necessarie a garantire piena sicurezza delle partorienti e dei bambini“. Ma anche l’impegno “a promuovere ogni intervento utile ad assicurare adeguate condizioni di lavoro alle ostetriche e al personale sanitario addetto ai reparti di ostetricia e ginecologia”. A 4 giorni di distanza dalla morte di un neonato nel letto con la mamma all’ospedale Pertini di Roma, arrivano le promesse del ministro della Salute, Orazio Schillaci, contenute in una nota del dicastero.

Schillaci, si legge nel comunicato, “sta seguendo con la massima attenzione” il caso ed esprime “tutta la sua vicinanza alla mamma in un momento tanto difficile e doloroso”. Il ministero ricorda poi di “aver chiesto immediatamente una relazione dettagliata alla Regione Lazio per chiarire la dinamica e verificare il rispetto dei protocolli e delle procedure previste”. Sul caso indaga la procura di Roma con l’ipotesi di omicidio colposo.

Quanto accaduto all’ospedale Pertini, si legge ancora nella nota, “ha fatto emergere problematiche che hanno riguardato, e possono riguardare, molte altre donne e il ministro intende affrontarle mettendo in atto tutte le misure necessarie” per garantire appunto la “piena sicurezza” delle mamme. Nel comunicato, però, il ministro Schillaci non chiarisce se intende intervenire sul rooming in, la pratica che consiste nel portare il bambino appena nato nella sua culla in stanza con la madre, in modo che possa restare insieme a lei. Così come non chiarisce come intende sopperire alla carenza di personale negli ospedali, che riguarda i reparti di ostetricia e ginecologia così come molti altri.

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