Sui pagamenti elettronici il governo Meloni dà un colpo di freno, almeno a parole. Ventiquattro ore dopo la diffusione dell’ultima bozza della manovra, nella quale è prevista l’esenzione dell’obbligo del Pos per i conti sotto i 60 euro, arriva una nota di Palazzo Chigi che precisa che sul tema sono in corso “interlocuzioni con la Commissione europea”. Degli esiti di queste “interlocuzioni“, precisa la presidenza del Consiglio, “si terrà conto nel prosieguo dell’iter della legge di bilancio”. Il confronto con Bruxelles è in particolare sulle soglie al di sotto delle quali gli esercizi commerciali non sono tenuti ad accettare pagamenti con carte di credito o bancomat. In un primo tempo la soglia era stata fissata a 30 euro, ma poi nel fine settimana la cifra era stata raddoppiata, a 60 euro.

Sul tema si assiste da giorni a una continua oscillazione dell’esecutivo tra la volontà di introdurre norme che alleggeriscano gli obblighi per i commercianti in materia di pagamenti digitali e dall’altra parte lo sforzo per rispettare il cronoprogramma del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa, in forza del quale i Paesi membri possono incassare gli aiuti dall’Ue. Per esempio nei giorni scorsi era circolata l’ipotesi che sarebbe stato rimosso l’obbligo di avere dispositivi Pos, ma non le sanzioni amministrative per chi non rispettasse le normative. Ilfattoquotidiano.it sul punto aveva sentito Alessandro Santoro, presidente della commissione di esperti che ogni anno prepara la Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale, che aveva detto che se disegnata così la nuova norma non sarebbe risultata problematica nella prospettiva del rispetto degli impegni del Pnrr: “La Commissione – aveva spiegato Santoro – è incline ad accettare distinzioni sulla base di soglie, visto che ci sono dei costi di transazione”.

Ad attaccare il governo su questa misura erano stati oggi il Pd e il M5s. “Se il governo seguisse l’Europa non farebbe questa scelta scellerata di alzare il livello minimo di contate rispetto all’uso del pos, è una scelta che io spero venga cambiata – aveva detto il segretario democratico Enrico Letta – E’ chiaramente un drammatico ritorno indietro, è un modo per aiutare alcune categorie che non ne vogliono sapere di usare i pagamenti elettronici ed è una scelta che avrà terribile danni sulle entrate fiscali del nostro Paese, perché è un invito all’evasione”. Di “misura irragionevole, insensata, discriminatoria” parla Barbara Floridia, capogruppo dei 5 Stelle al Senato. “Non aiuta in alcun modo chi vuole pagare in contanti – dichiara Floridia – ma danneggia chi preferisce i pagamenti digitali, e soprattutto che strizza per l’ennesima volta l’occhio all’evasione fiscale. Mentre il mondo civilizzato va nella direzione della trasparenza e della comodità delle transazioni, grazie a Giorgia Meloni e al suo governo l’Italia compie l’ennesimo passo indietro”.

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