Le primarie del centrosinistra spaccano in due Ancona, ora la coalizione, allargata al Terzo Polo, si lecca le ferite e ha pochi mesi per sanare una frattura profonda. Ida Simonella, attuale assessore comunale a Bilancio, Porto e Pnrr, ha vinto di corto muso. Appena 45 voti in più rispetto al rivale Carlo Pesaresi, avvocato, considerato un underdog alla vigilia eppure in grado di ottenere un largo consenso: 1.958 voti contro 1.913. Nessuno dei due candidati è iscritto al Partito Democratico o a un altro movimento politico. Ora spetta al Pd anconetano, più che ai partiti e alle civiche a sostegno della coalizione, ricucire lo strappo che la campagna elettorale ha soltanto nascosto.

Ad Ancona – al momento unico capoluogo di regione che andrà al voto la prossima primavera – il centrosinistra è letteralmente spaccato a metà: due gruppi di potere e una scissione che potrebbe presentare un conto salato. I tre mesi di confronto prima delle Primarie sono stati molto soft, a parte qualche scaramuccia tra candidati e una segnalazione di irregolarità presentata al Comitato organizzatore pochi giorni prima del voto da Pesaresi senza produrre alcuna conseguenza. Il veleno e l’odio viscerale tra gli schieramenti a sostegno dei candidati sono rimasti inespressi e questo a gioco lungo rappresenterà un problema. Se i protagonisti delle Primarie, non solo Simonella e Pesaresi, potessero parlare la coalizione imploderebbe e il Pd rischierebbe il commissariamento. Con questo clima il centrosinistra procede al prossimo step col rischio evidente di perdere, per la prima volta nella storia, il capoluogo delle Marche a favore della destra che ancora deve presentare il suo candidato.

Domenica sera, dopo la comunicazione del risultato, la vincitrice si è presentata nella sede anconetana del Pd per le prime reazioni a caldo, mentre Pesaresi ha evitato flash e interviste affidando la sua amarezza a un comunicato di facciata: “Un grande risultato di partecipazione del centrosinistra, è la base per proseguire nella campagna elettorale, quella vera, della prossima primavera. Ringrazio le 1.913 persone che mi hanno votato”. Pesaresi non ha mai citato la Simonella. A freddo la sua analisi è più personale: “Sono amareggiato, ci mancherebbe, perdere per 45 voti lascia l’amaro in bocca, però il segnale lanciato è chiaro e impone un ragionamento e un cambiamento. Città spaccata in due? Meglio un esito punto a punto con tanti votanti piuttosto che uno scarto più ampio con meno elettori ai seggi. Significa che la sinistra ad Ancona è viva”. I due, in rispetto delle regole di bon ton, non si sono ancora sentiti per un saluto o un confronto: “Abbiamo provato la sera del voto, senza riuscirci. Oggi ancora niente, aspetto una sua chiamata”, dice la Simonella impegnata nella seduta odierna del consiglio comunale.

L’assessora rappresenta la continuità della giunta uscente guidata da Valeria Mancinelli. Non potendosi ricandidare per un terzo mandato, la sindaca ha appoggiato con tutta se stessa la sua ‘delfina’. Una figura divisiva a sinistra quella di Mancinelli, donna pragmatica che alle parole antepone i fatti, antipartito per eccellenza e per questo invisa ai Dem locali e non solo. Negli ultimi dieci anni ha guidato una giunta granitica cambiando la città senza conoscere crisi di governo (solo una mozione sull’attribuzione della laurea honoris causa al procuratore Nicola Gratteri ha visto la maggioranza andare sotto in consiglio) né ombre, se si esclude un’inchiesta che ha coinvolto alcuni settori della macchina comunale da cui la giunta è uscita indenne. Per farlo ha costruito una squadra di governo prettamente tecnica che ha appoggiato la candidatura della Simonella assieme a tre quarti del consiglio comunale, fattore che ha inasprito i rapporti col partito: “Sono contenta per l’esito, importava vincere e così è stato – ammette la sindaca – Quando ho visto che il confronto sarebbe stato sulla base di un determinato tot di voti ho capito che sarebbe stato punto a punto. Il confronto intestino alla coalizione? In politica non è una novità, tutto si sistemerà. La destra non fa paura e a maggio il centrosinistra ad Ancona vincerà”.

Tra i sostenitori di Pesaresi c’erano alcuni ex amministratori della città, specie delle giunte precedenti a quella Mancinelli, finite tra commissariamenti, crisi e buchi di bilancio, ma anche tanti giovani e forze innovative. Il segretario comunale del Pd Simone Pelosi fa il pompiere: “Abbiamo una candidata a sindaco, adesso in vista delle comunali deve entrare in campo la politica. I due candidati facciano la loro parte, la loro azione non termina con l’esito delle Primarie. C’è una frattura in città? Non lo so, dovessi annusare qualcosa sarà mio compito ricondurre tutti alla ragione”. I partiti che hanno appoggiato Simonella alle Primarie adesso passano alla cassa chiedendo la loro parte per il lavoro svolto e i voti decisivi .

Di fatto, oltre a Simonella, l’unico altro candidato a sindaco ufficiale è Francesco Rubini della civica di sinistra Altra Idea di Città: “Le Primarie hanno confermato la conservazione. La sindaca in scadenza invece di liberare il campo indica il suo successore in piena continuità con la sua idea di gestione della città con i soliti potentati a sostenerla”. Sulla stessa lunghezza d’onda i consiglieri del Movimento 5 Stelle che però non hanno ancora un candidato, così come il centrodestra: “La candidatura di Simonella è nata debole e ha vinto di appena 45 voti nonostante dieci anni di governo della città, appoggiata dalla giunta, alla tecnocrazia e dalle clientele del Pd”, è il commento di Carlo Ciccioli, capogruppo in Regione di Fratelli d’Italia, risultato primo partito in città alle Politiche del 25 settembre e in odore di prima vittoria alle comunali alla guida del centrodestra.

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