“Abbiamo incontrato Aboubakar Soumahoro per discutere e approfondire le vicende che da giorni sono al centro della cronaca. Lo abbiamo trovato sereno e determinato. Ci ha esposto il suo punto di vista e ha annunciato l’intenzione di rispondere punto su punto e nel merito alle contestazioni giornalistiche, ribadendo la sua assoluta estraneità alle vicende. Naturalmente sarà lui a farlo, nelle forme e nei tempi che riterrà più opportuni. Perché questo avvenga con la massima libertà, Aboubakar Soumahoro ci ha comunicato la decisione di autosospendersi dal gruppo parlamentare di Alleanza Verdi Sinistra“. Lo comunicano in una nota Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni e Luana Zanella, rispettivamente co-portavoce di Europa Verde, segretario di Sinistra italiana e capogruppo alla Camera di Avs, dopo il confronto (che va avanti da mercoledì sera) con il neo-eletto deputato ed ex sindacalista dei braccianti di origini ivoriane, finito al centro della bufera mediatica per le accuse di irregolarità nella gestione delle cooperative per l’accoglienza che fanno capo a sua moglie, Liliane Murekatete, e a sua suocera, Marie Thérèse Mukamitsindo.

“Rispettiamo questa scelta che, seppur non dovuta, mostra il massimo rispetto che Aboubakar Soumahoro ha delle istituzioni e del valore dell’impegno politico per promuovere le ragioni delle battaglie in difesa degli ultimi che abbiamo sempre condiviso con lui. Siamo fiduciosi, considerato quanto riferitoci, che la vicenda possa essere chiarita in tempi rapidi e senza alcuna ombra“, prosegue il comunicato. “Abbiamo avuto un chiarimento lungo profondo, tant’è che questo chiarimento è iniziato ieri, non una formalità, e abbiamo ascoltato con attenzione cosa aveva da dire. Lo ribadisco, non è indagato ma c’è una questione politica che doveva essere valutata insieme”, ha detto Bonelli ai cronisti, definendo l’autosospensione “un atto di sensibilità politica”. Negli stessi minuti, Soumahoro ha annunciato la propria partecipazione giovedì sera a Piazzapulita, il talk show condotto da Corrado Formigli su La7.

Il caso che ruota intorno alla cooperativa Karibu e al Consorzio Aid – i due enti attivi nel Pontino che fanno capo alla famiglia di Soumahoro – è stato fatto esplodere dalle denunce che 24 lavoratori hanno rivolto al sindacato Uiltucs, lamentando varie mensilità di stipendi non pagati. La vertenza di fronte all’Ispettorato del lavoro ha fatto venire a galla anche le testimonianze sulle condizioni disastrose nelle strutture di accoglienza gestite dalle due coop, con giovani migranti che denunciano di essere stati lasciati senza corrente elettrica, acqua, cibo e vestiti. Sulla vicenda sono stati aperti due fascicoli paralleli d’indagine da parte della Procura di Latina: uno ipotizza la truffa ai danni dello Stato (in relazione ai fondi pubblici percepiti dai due enti), mentre l’altro, ancora senza ipotesi di reato, riguarda i presunti maltrattamenti. Procedimenti che si affiancano a un’indagine per malversazione di erogazioni pubbliche aperta nel 2019 (e ancora in corso) nei confronti della suocera di Soumahoro, nata da un blitz dell’Ispettorato del lavoro in una delle strutture di Karibu (di cui Mukamitsindo è presidente del consiglio d’amministrazione).

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