La Federal Reserve ha alzato i tassi di interesse statunitensi dello 0,75% portando il costo del denaro in una forchetta fra il 3% e il 3,25%, ai massimi dal 2008. Si tratta del quinto rialzo dei tassi dall’inizio dell’anno e del terzo consecutivo da 75 punti base (il costo del denaro è salito di un quarto di punto in marzo e di mezzo punto in maggio). Si configura così la stretta monetaria più forte dai tempi di Paul Volcker, che guidò la banca centrale americana nella prima metà degli anni ’80 combattendo un’inflazione che aveva raggiunto il 13.5%. Diversi economisti sottolineano però le differenza tra la situazione attuale, con un’inflazione causata in larga misura dai prezzi energetici, e lo scenario di allora. La Fed ha rivisto al ribasso la crescita per il 2022, quando il Prodotto interno lordo è previsto crescere dello 0,2%. L’economia è attesa crescere dell’1,2% nel 2023, dell’1,7% nel 2024 e dell’1,8% nel 2025. Il tasso di disoccupazione è previsto quest’anno al 3,8% e al 4,4% nel 2023.

Alzare i tassi è un modo per ridurre la quantità di denaro in circolazione, variabile che può contribuire a determinare i movimenti dei prezzi al consumo. L’effetto collaterale è che in questo modo si provoca anche un rallentamento dell’attività economica. Il rialzo di 75 punti è in linea con le attese degli analisti. La Fed ha affermato di essere fortemente determinata a riportare l’inflazione al 2% (dall’attuale 8,3%), un livello ritenuto ottimale. Lascia quindi intendere un cammino di ulteriori aumenti del costo del denaro. Dopo l’annuncio la borsa statunitense ha virato al ribasso. L’indice S&P500 ha accusato una flessione dell’1,2%. “La Fed è impegnata a riportare l’inflazione al 2% e ha gli strumenti e la determinazione per farlo”, ha detto il governatore Jerome Powell, definendo la stabilità dei prezzi il “fondamento” di una crescita stabile. “Nessuno sa se questo processo di rialzi dei tassi di interesse porterà a una recessione” ha commentato Powell. “Le chance di un periodo di crescita sotto il trend sono molto alte” ha continuato il governatore spiegando che “Non c’è una strada indolore per lasciarci l’inflazione alle spalle”. “Per tornare a una crescita normale dei prezzi nel mercato immobiliare serve una correzione” ha detto Jerome Powell.

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