L’export italiano è tornato a crescere lo scorso luglio. Lo comunica l’Istat che ha rilevato un incremento delle vendite per l’estero del 4,1% rispetto a giugno. Le importazioni sono invece salite del 3,4%. Nel confronto con lo stesso mese del 2021 le esportazioni sono cresciute del 18% in termini di valore ma sono calate del 4% come quantità di prodotti. Si fa sentire l’effetto dell’inflazione. Il saldo del mese, vale a dire la differenza tra valore di esportazioni e importazioni, è negativo per 361 milioni di euro. Nel luglio 2021 si era invece registrato un avanzo di 3,8 miliardi. Ad affossare il saldo sono le spese per l’energia triplicate rispetto ad un anno fa e attestatesi a 11,4 miliardi di euro. Tolta la voce energia la bilancia commerciale sarebbe in attivo per 11 miliardi.

Forti incrementi del valore delle vendite rispetto ad un anno fa si registrano per i prodotti petroliferi raffinati (+ 187%), per la farmaceutica (+ 91%), la chimica (+ 22%) e la meccanica (+ 9,8%). A livello di destinazione raddoppiano le esportazioni verso il Belgio (+117,7%), salgono del 22,7% quelle per gli Usa, dell’11,5% quelle per la Germania e del 10,8% l’export verso la Francia. Ancora in rialzo le esportazioni per la Turchia (+ 27%), è possibile che il paese venga usato come “sponda” per recapitare poi i prodotti in Russia. In base ai dati ufficiale l’export verso Mosca cala del 36%.

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