Scene di ordinaria disperazione in Libano, paese precipitato in una gravissima crisi economica e sociale. Sally Hafiz, insieme ad una decina di attivisti, si è presentata alla Bloom Bank di Beirut con una pistola in mano per chiedere i soldi depositati sul suo conto in dollari ma, come per tutti i suoi connazionali, bloccati dal 2019 per decisione del governo. La giovane è riuscita ad “ritirare” 13mila dollari. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito, anche perché la pistola utilizzata era finta. Una mossa dettata dalla disperazione, i soldi servono infatti per curare la sorella malata di tumore. Una vicenda che ha suscitato grande partecipazione tra la popolazione, con dimostrazioni di vicinanza alla ragazza che è diventata una sorta di eroina. Dopo che Sally Hafiz è stata arrestata una folla di dimostranti ha bloccato la strada del commissariato. Molte le testimonianze e le ricostruzioni dell’accaduto su Twitter, tra cui quella della giornalista Jenan Moussa di Al-Alan Tv.

Un episodio molto simile si era verificato lo scorso 11 agosto quando un correntista ha preso in ostaggio per diverse ore dipendenti e alcuni clienti della Federal Bank di Hamra, a Beirut, perché voleva ritirare i suoi depositi. Dopo diverse ore di trattative, l’uomo, armato di pistola, ha accettato la proposta della banca per ricevere 30mila dollari (su oltre 209mila) da suoi risparmi. L’uomo aveva cosparso di benzina i locali della banca e sottratto una pistola a un agente della vigilanza, minacciando di appiccare il fuoco subito dopo il suo ingresso nell’istituto.

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