di Michele Sanfilippo

Se nelle prossime elezioni di settembre si vogliono sconfiggere le destre, la sola speranza è quella di ridare voce a quel 40% di elettori che ha smesso di andare a votare. Io credo che si smetta di votare quando si pensa che un partito valga l’altro. Del resto, soprattutto sul terreno delle politiche economiche, tra la destra e la sinistra italiana, negli ultimi 25 anni, non ci sono state grandi differenze. Anzi, talvolta la sinistra riesce dove non era riuscita la destra. Il Jobs Act, per esempio, che ha introdotto Renzi quando era segretario del Pd, recentemente è entrato nel mirino della Consulta che ha detto che va rivisto in quanto prevede poche tutele per chi è stato licenziato.

C’era talmente tanta affinità che quando la sinistra, cioè il Pd, ha voluto segnare la distanza con la destra, ha insistito sui temi quali l’immigrazione, leggi sull’omofobia, lo ius soli (o scholae), ben sapendo che a destra avrebbe trovato un muro ma facendolo sempre in un momento in cui non c’erano le condizioni per un voto favorevole in parlamento.

La destra non ha mai smesso di fare la destra. E adesso, con la crescita vertiginosa di consensi di Fratelli d’Italia, comincia a fare veramente paura; specialmente se avrà i numeri in parlamento per una riforma presidenziale, gli spazi per ridare voce a chi crede di non essere rappresentato ci sono: e sono a sinistra.

È arrivata l’ora di andare oltre il Pd e Articolo 1 che più che rappresentare la sinistra l’hanno delegittimata agli occhi di molti. A mio avviso c’è un’opportunità per trovare consensi sui temi ambientali, giustizia, redistribuzione delle ricchezze e tutela sociale (attraverso un rafforzamento della Pubblica Istruzione e della Sanità Pubblica). C’è la possibilità di far leva sui più giovani per ridare loro quella voglia di cambiamento che la politica degli ultimi anni ha rigorosamente spento. Occorre parlare a chi ha partecipato (e oggi è un po’ deluso) ai girotondi, alle piazze del Movimento 5 Stelle o delle Sardine. Conte, Fratoianni e Bonelli: sta a voi trovare una voce unica partendo però dal programma prima che dalla redistribuzione dei seggi.

Occorre quindi stilare un programma che sia fondato su programmi sostenibili, anche economicamente oltreché dal punto di vista ambientale, e candidare persone capaci, credibili e di specchiata onestà.

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