Alle prime ore di questa mattina, il distretto industriale di Kharkiv è stato colpito da un attacco missilistico russo. “I soccorritori sono già sul posto, scavando tra i detriti. Non ci sarebbero vittime, ma finora si tratta solo di informazioni preliminari. Vorrei che fosse così”, ha scritto Ihor Terekhov su Telegram annunciato il sindaco della città colpita, precisando che l’attacco è avvenuto alle 4:25. Anche lo stato maggiore delle forze armate ucraine ha diffuso un aggiornamento sulla situazione questa mattina, affermando che la Russia ha effettuato attacchi contro una serie di aree, tra cui Kharkiv, Chuguyiv, Shevelivka e Krasnopillya. Mentre su Kharkiv, le forze russe continuano la loro offensiva, a Kherson, le forze ucraine hanno colpito il ponte Antonivskyi, utilizzando i lanciarazzi multipli Himars forniti dagli Stati Uniti. A dare la notizia è stato il vice-capo dell’amministrazione nominata dai russi per la regione di Kherson, Kirill Stremousov, confermando che l’esercito ucraino ha colpito il ponte, considerato strategico per le truppe russe. Il funzionario, inoltre, ha riferito che il ponte è ancora in piedi ma che è stato perforato dai colpi, impedendo ai veicoli di attraversarlo. La struttura di 1,4 chilometri aveva subito gravi danni nei bombardamenti ucraini la scorsa settimana, quando era stato colpito diverse volte. Era stato chiuso ai camion ma era rimasto aperto ai veicoli passeggeri fino a questo attacco. Il ponte costituisce l’attraversamento principale del fiume Dnipro nella regione di Kherson. L’unica alternativa è una diga presso la centrale idroelettrica di Kakhovka, anch’essa colpita dal fuoco ucraino la scorsa settimana ma rimasta aperta al traffico. Eliminare i punti di attraversamento renderebbe difficile per l’esercito russo continuare a rifornire le sue forze nella regione in mezzo ai ripetuti attacchi ucraini.

L’export riparte Nel giorno dell’inaugurazione a Istanbul del centro di coordinamento delle operazioni per consentire il passaggio sicuro delle navi di Kiev nel mar Nero, i porti ucraini di Odessa, Chornomorsk e Pivdenny “tornano a lavorare”. Lo ha reso noto la Marina ucraina in una nota. Dopo le dichiarazioni al vetriolo del viceministro del Esteri russo, Andrei Rudenko, che aveva minacciato di fare saltare in aria l’accordo sull’esportazione del grano raggiunto la settimana scorsa tra Kiev e Mosca se non si fossero eliminati gli ostacoli alle esportazioni agricole della Russia, la situazione sembra essersi finalmente sbloccata, dando avvio al flusso delle merci. Durante la cerimonia di inaugurazione dell’ hub di Istanbul, il Ministro della Difesa turco, Hulusi Akar, ha dichiarato che la preparazione per la partenza della prima nave carica di grano dall’Ucraina è in corso. Non si sa, però, la data di partenza. L’obiettivo dell’iniziativa è “che venga esportato grano in modo sicuro dai porti di Odessa, Chornomorsk e Pivdenny “, ha affermato Akar facendo sapere che delegazioni di Ucraina, Russia, Turchia e Onu composte da cinque persone saranno rappresentante nel centro di coordinamento. “Ci auguriamo che il centro possa contribuire per la pace, tutte le crisi possono essere fermate con il dialogo” ha affermato Akar. A Kaliningrad, invece, il primo treno con merci sanzionate è arrivato dalla Russia attraverso la Lituania, nel primo viaggio di questo tipo da quando l’Unione Europea ha affermato che Vilnius deve consentire alle merci russe di attraversare il suo territorio. “Si tratta del primo treno arrivato dopo la decisione dell’Ue: un risultato piuttosto importante”, ha commentato il governatore regionale Anton Alikhanov. Il treno consisteva in 60 vagoni merci carichi di cemento. Mentre il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha commentato così la notizia dello sblocco dell’impasse: “a volte, anche durante tale isteria anti-russa, incontriamo ancora dei germogli di buon senso. Speriamo che questi germogli continuino a crescere”.

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