Frena la crescita economica globale. Secondo il Fondo monetario internazionale, che ha appena aggiornato il World economic outlook, passerà dal 6,1% dell’anno scorso al 3,2% nel 2022, 0,4 punti percentuali in meno rispetto alle stime di aprile 2022. Nel 2023 il progresso del pil sarà invece del 2,9%, registrando 0,7 punti percentuali in meno rispetto alle previsioni. Per l’anno prossimo i rischi di recessione sono “particolarmente accentuati”, scatenando timori per “una diffusa insicurezza alimentare e disordini sociali“. Varie le cause: la riduzione del potere d’acquisto delle famiglie e la politica monetaria restrittiva per gli Usa, le chiusure e la crisi immobiliare in Cina, mentre per l’Europa pesano le ripercussioni della guerra in Ucraina, l’alta inflazione e l’inasprimento della politica monetaria. La crescita dei prezzi è data al 6,6% quest’anno nelle economie avanzate e al 9,5% in quelle emergenti e in via di sviluppo. Le stime sui prezzi sono state riviste al rialzo rispettivamente di 0,9 e 0,8 punti percentuali e il Fondo prevede che resteranno elevati più a lungo di quanto inizialmente previsto.

In Italia il pil è atteso crescere quest’anno del 3%, 0,7 punti percentuali in più rispetto al +2,3% previsto in aprile, ma nel 2023 la crescita dovrebbe fermarsi al +0,7%, un punto in meno rispetto alle previsioni precedenti. L’accelerazione italiana nel 2022 è legata al miglioramento del turismo e dell’attività industriale. L’Italia è l’unico paese del G7 per il quale vengono riviste al rialzo le stime 2022, anno in cui è attesa crescere più di Germania e Francia. Da sottolineare che l’agenzia di rating Moody’s ha al contrario tagliato le stime anche per l’Italia, dal 2,3 al 2,2%.

Per Berlino, tornando alle previsioni del Fmi, c’è una chance su quattro di una recessione. La crescita tedesca è stata rivista all’1,2% nel 2022 e al +0,8% nel 2023 (rispettivamente -0,9 e -1,9 punti percentuali rispetto alle stime precedenti). Il pil francese è dato a +2,3% quest’anno e +1% il prossimo (-0,6 e -0,4 punti percentuali), mentre quello britannico del 3,2% nel 2022 e allo 0,5% nel 2023 (-0,5 e -0,7 punti percentuali).

La caduta del governo in Italia ha fatto ovviamente “aumentare l’incertezza” in un “momento importante per il paese perché ci sono numerose riforme e programmi nell’ambito del piano europeo di ripresa e resilienza”, ha sottolineato il direttore del Dipartimento di Ricerca del Fondo Monetario Pierre-Olivier Gourinchas. “Ci auguriamo che le riforme siano fatte, sarebbero utili per l’Italia. Qualsiasi sarà il governo al potere ci auguriamo che le sostenga”, anche per garantire “il finanziamento esterno” essenziale all’Italia. Per il 2023 “vediamo un significativo rallentamento della crescita” legato agli alti prezzi dell’energia, ma anche alla stretta delle condizioni finanziarie.

A livello globale “i rischi sulle prospettive economiche sono al ribasso” e includono la guerra in Ucraina che potrebbe fermare i flussi di gas russo in Europa, un’inflazione alta, una stretta delle condizioni finanziarie e nuovi lockdown per il Covid in Cina, afferma il Fmi. “In uno scenario alternativo plausibile” nel caso in cui questi rischi si materializzassero “la crescita globale potrebbe decelerare ulteriormente al 2,6% quest’anno e al 2% il prossimo, una velocità a cui la crescita è scivolata solo cinque volte dal 1970. In questo scenario sia gli Stati Uniti sia l’area euro sperimenterebbero una crescita vicina allo zero il prossimo anno, con effetti negativi per il resto del mondo.

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