Oltre 500 iscritti e sindacalisti delle sigle di base Si Cobas e Usb si sono ritrovati in piazza a Bologna, per protestare contro l’indagine della Procura di Piacenza che ha portato a otto misure cautelari nei confronti di delegati. Sei di loro sono agli arresti domiciliari, con l’ipotesi tra l’altro di associazione a delinquere. Accuse che i sindacalisti respingono al mittente: “Congetture senza prove e concretezza” le definisce Tiziano Loreti del Si Cobas Bologna. I manifestanti si sono dati appuntamento davanti alla Prefettura di Bologna, a cui hanno chiesto un incontro, mentre in altre otto città d’Italia avvenivano proteste simili. “Abbiamo utilizzato la nostra contro la violenza dei padroni e la violenza di chi per anni ha tenuto i lavoratori in uno stato di semi-schiavitù, con bassi stipendi, 16 ore di lavoro al giorno e cercando di predisporre non solo delle loro attività lavorative, ma anche della loro vita, questa è la nostra colpa”.

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