Altra bancarotta nel mondo delle criptovalute. Celsius Network, uno dei più grandi operatori in valute digitali al mondo, ha fatto ricorso al “Chapter 11”, la procedura fallimentare statunitense utilizzata per mettere una società al riparo dalle pretese dei creditori in fase di ristrutturazione. La decisione congela milioni di conti. Celsius ha circa 100mila creditori, i più esposti sono Pharos fund (81 milioni di dollari), Icb solutions (13,3 milioni), Caen group (13,1 milioni). Il crack di Celsius segue le recenti dichiarazioni di bancarotta del broker Voyager Digital e dell’hedge fund specializzato in valute digitali Three Arrows Capital. Celsius ha accumulato asset per 20 miliardi di dollari offrendo ai depositanti interessi del 18% salvo poi bloccare l’operatività dei conti lo scorso giugno. La società allettava i depositanti assicurando che i rischi erano comunque contenuti. Chi accettava di essere pagato con la valuta digitale “Cel” della stessa azienda, otteneva gli interessi più alti.

Dai massimi toccati nel novembre 2021 il bitcoin (e in termini più o meno analoghi le altre monete digitali) ha perso oltre i due terzi del suo valore. In novembre veniva scambiato intorno ai 70mila dollari, ora sotto i 20mila. Il crollo ha innescato una sorta di corsa agli sportelli virtuale con gli investitori che chiedevano in massa di vendere le criptovalute per non accumulare altre perdite. Diversi operatori del settore si sono così trovati a corto di liquidità e costretti a svendere gli asset in valute digitali (nel frattempo a loro volta svalutati) posseduti a garanzia dei depositi. Celsius ha affermato che il ricorso alla procedura fallimentare rappresenta un’ “opportunità per stabilizzare il suo business, proteggere i clienti e massimizzare il valore per gli azionisti”.

Prosperate dopo il 2008 in una fase monetaria del tutto anomala, le valute digitali sono ora alle prese con gli aumenti dei tassi avviati dalle banche centrali. Queste “strette” hanno anche l’effetto di ridurre i capitali investiti nei prodotti più speculativi. Le criptovalute sono state guardate come potenziale investimento alternativo e difensivo rispetto ai mercati azionari. Sinora però hanno mostrato una strettissima correlazione con gli indici azionari, seguendone i cali e anzi amplificandoli.

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