Via libera da parte dell’Aula della Camera al decreto Aiuti. Montecitorio ha approvato la fiducia, posta dal governo nei giorni scorsi, con 410 voti a favore, 49 contrari e una sola astensione sul decreto Aiuti. Nel corso della discussione è stato approvato un ordine del giorno dei 5 stelle per migliorare il reddito di cittadinanza, mentre è stato respinto quello contro la costruzione dell’inceneritore a Roma.

Assenti e presenti – Negli ultimi giorni hanno tenuto banco i retroscena sulle possibili scelte dei 5 stelle, ma alla fine, dunque, tutta la maggioranza ha votato compatta. Dai tabulati della Camera è emerso che tra i 41o voti a favore del decreto non ci sono quelli di deputati M5S: 13 risultavano in missione e 15 assenti. I 5 stelle erano comunque presenti al 72,8% (75 deputati su 103). Sono in tutto 34 (su 131 complessivi), invece, i deputati della Lega assenti: in 25 non erano in missione (quindi, per cosi’ dire, non erano ‘assenti non giustificati’), mentre erano 9 i leghisti in missione. Tra le fila di Forza Italia gli assenti sono in tutto 26, di cui 6 in missione e 20 che non hanno partecipato al voto. Per quanto riguarda le altre forze di maggioranza 7 di Italia viva su 31 (1 in missione e 6 non hanno partecipato), 4 di Leu su 10 (2 in missione e 2 ‘non giustificati’), 16 assenti nel Pd su 97, di cui 7 in missione e 9 che non hanno partecipato al voto.

Le condizioni di Conte – Dopo l’incontro di ieri con Mario Draghi, era stato Giuseppe Conte ad annunciare in mattinata che pure il M5s avrebbe votato al fiducia al decreto: “Vogliamo collaborare: Voteremo la fiducia alla Camera, al Senato vedremo”, ha detto l’ex premier. Che poi sul provvedimento ha aggiunto: “Per quanto riguarda il voto finale sul testo francamente non abbiamo compreso perché ci sia stata l’ostinazione di inserire una norma del tutto eccentrica che non c’entra nulla con la materia dei sostegni e che riguarda la prospettiva di un inceneritore che è assolutamente obsoleta. È la ragione per cui abbiamo adottato una linea che non può essere quella di condividere il contenuto”. Dunque, dopo il via libera alla fiducia, è probabile che venga a mancare il sostegno dei 5 stelle al voto finale del provvedimento. E poi bisognerà ora capire cosa succederà al Senato, dove il provvedimento è atteso per la metà di luglio. Ieri Conte aveva detto di volere risposte alle condizioni poste a Draghi “entro la fine del mese”: se entro una decina di giorni non dovesse arrivare qualche segnale da Palazzo Chigi, dunque, il decreto potrebbe rischiare a Palazzo Madama.

Passa l’odg M5s sul reddito di cittadinanza – Montecitorio nel voto di oggi ha dato il via libera ad un ordine del giorno del M5s sul reddito di cittadinanza. “Abbiamo impegnato il governo”, ha dichiarato la deputata M5s Valentina Barzotti, “ad attuare una serie di misure per garantire che l’offerta di lavoro rispetti dei criteri minimi in termini di durata e stipendio, e che sia coerente con le professionalità del percettore”. Inoltre, ha continuato, “l’ordine del giorno prevede di coinvolgere l’ispettorato del lavoro nella procedura di verifica della congruità dell’offerta rifiutata dal percettore di Rdc, prevedendo l’applicazione di sanzioni in caso di segnalazioni mendaci al Centro dell’impiego da parte del datore di lavoro privato”. Barzotti ha anche parlato della modifica, approvata invece in commissione, che calcolerà anche le offerte di lavoro di privati: “Al contrario di ciò che sostengono rappresentanti del centrodestra, si tratta della certificazione del fallimento delle Regioni, guidate da loro stessi esponenti, nella gestione dei centri per l’impiego. Per questo, sempre con il nostro Ordine del giorno chiediamo che vengano poste in essere tutte le iniziative per velocizzare le procedure concorsuali per rafforzare gli organici di queste strutture”.

Bocciato l’odg M5s sul termovalorizzatore – Un altro segnale significativo, è stata invece la bocciatura dell’ordine del giorno M5s contro la realizzazione del termovalorizzatore a Roma, su cui il governo aveva reso parere contrario. Al voto i deputati di Ipf si sono astenuti come quelli di Fdi, mentre contro hanno votato gli altri gruppi di maggioranza. Il testo del M5S impegnava il governo ad “adottare ogni iniziativa, anche di carattere normativo, affinché, nell’ambito della pianificazione e gestione dei rifiuti del territorio di Roma in regime commissariale ai sensi dell’articolo 13 del provvedimento in esame, vengano assunte scelte compatibili con i criteri e i principi di sostenibilità ambientale indicati in premessa, escludendo soluzioni impiantistiche basate sull’incenerimento dei rifiuti o comunque tali da incidere negativamente sulla qualità dell’aria e dei suoli”.

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