Questo virus ci rimarrà in mezzo ai piedi a lungo con onde di risalita e di discesa. Sarebbe bene che gli ottantenni e i soggetti fragili si vaccinassero ora, perché purtroppo è passato un messaggio sbagliato, anche da parte dei medici di famiglia che stanno dicendo a queste persone di aspettare il nuovo vaccino in autunno. Al contrario, per i fragili c’è la necessità di utilizzare il vaccino attuale”. È la raccomandazione di Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università Statale e direttore sanitario dell’Ospedale Galeazzi di Milano, nel corso della trasmissione “Non stop news”, su Rtl 102.5.

Il virologo sottolinea: “Anche se la quarta dose è tarata sul ceppo originario del coronavirus, non è affatto da buttare, perché può dare un rinforzo alla risposta immunitaria. Nel prossimo autunno, sono già in corso degli studi che ci confermano la possibilità di avere un vaccino che comprende Omicron, quindi la variante più recente. Ritengo che si arriverà a una campagna vaccinale come quella dell’influenza: prospettata a tutti ma soprattutto per le persone più fragili e più anziane, per far sì che quest’aspetto della pericolosità della malattia si possa evitare”.

Pregliasco analizza anche la situazione attuale e raccomanda fortemente l’uso della mascherina per i soggetti fragili e per coloro che li accudiscono: “Ormai siamo alla variante B2A.75, una Omicron che arriva dall’India, o meglio, è stata individuata lì ma chissà dove si è sviluppata in questo mondo in cui questo virus circola tanto. Questa nuova variante ha caratteristiche simili alla Omicron 5, ma potrebbe anche avere una ‘performance’ migliore”. In pratica, ora stiamo vedendo una situazione di transizione tra quella che è stata la pandemia e un andamento endemico – conclude – Ma questo non vuol dire risolvere il problema o avere piccoli numeri ogni giorno, ma onde continue di salita e di discesa. Nel tempo ci aspettiamo un rallentamento e non più quello che stiamo vedendo adesso. Purtroppo Omicron 5 ci ha spiazzato, ha anticipato l’onda di risalita che comunque già ci immaginavamo. Per quest’inverno le condizioni metereologiche favoriranno di per sé la diffusione”.

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