Il cancro “cammina” di notte, mentre si dorme. Uno studio del Politecnico federale di Zurigo (ETH), in Svizzera, ha scoperto che le cellule del cancro al seno si diffondono in altre parti del corpo principalmente di notte e non continuamente durante il giorno, come invece si pensava in precedenza. Tuttavia, questo non significa che le persone con il cancro dovrebbero cercare di evitare di dormire per impedire lo sviluppo di metastasi. Tutt’altro. Ricerche precedenti hanno suggerito che il sonno interrotto potrebbe peggiorare la prognosi del cancro al seno. Invece, la scoperta suggerisce che sarebbe importante considerare il momento migliore della giornata in cui somministrare le terapie contro il cancro e, in questo modo, renderle più efficaci. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Nature.

“La maggior parte dei trattamenti contro il cancro non sono progettati con l’intento di colpire le cellule tumorali in un momento specifico, ma vengono somministrate piuttosto con il pensiero generale che il tumore è lì e si cerca di attaccarlo in qualsiasi momento”, dice Nicola Aceto, autore principale dello studio. “Ora capiamo cosa succede in momenti diversi meglio di prima e che [il trattamento] deve essere fatto meglio”, aggiunge. I ricercatori sono arrivati a questa scoperta per caso, mentre stavano conducendo un altro studio sul cancro al seno metastatico. Solo che a un certo punto hanno rilevato una tendenza inaspettata: le cellule tumorali circolanti dei partecipanti, ovvero le cellule che si diffondono a partire dai tumori invasivi, proliferavano principalmente di notte. I ricercatori hanno così deciso di andare più a fondo e si sono concentrati su trenta donne con cancro al seno, di cui nove con malattia metastatica che non erano state sottoposte a trattamento. Gli scienziati hanno raccolto campioni di sangue alle 10:00 e alle 4:00, nelle ore precedenti all’intervento chirurgico al cancro. Le analisi hanno rivelato che il 78 per cento di tutte le cellule tumorali circolanti sono state trovate nei campioni notturni, quando le donne dormivano.

I ricercatori hanno quindi eseguito esami del sangue simili su topi sottoposti a trapianti con quattro diversi tipi di cancro al seno. Hanno così scoperto che, a seconda del tipo di cancro, tra l’87 e il 99 per cento delle cellule tumorali circolanti proveniva da campioni prelevati durante i periodi di sonno degli animali. Inoltre, queste cellule tumorali si sono raggruppate, il che significa che avevano maggiori probabilità di formare un nuovo tumore, fino a 278 volte di più nei campioni dei topi addormentati rispetto a quelli dei topi svegli. Sebbene inizialmente sorprendenti, i risultati dello studio hanno in realtà un senso, secondo Aceto. Il sistema immunitario è fortemente modulato dal ciclo sonno-veglia del corpo, noto come ritmo circadiano. Tuttavia, si pensava generalmente che i tumori del cancro non obbedissero a quel ritmo. Le nuove scoperte correggono questo malinteso, ma lasciano ancora molte domande senza risposta. “C’è una certa ritmicità, con il picco più alto durante il sonno”, dice Aceto. “Quale momento esatto durante il sonno – e se dormire di più o di meno può essere d’aiuto – non lo sappiamo assolutamente”, conclude.

di Valentina Arcovio

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