La ex Stalingrado d’Italia rischia di diventare ancora più ex. A Sesto San Giovanni il sindaco uscente della Lega, Roberto Di Stefano, sfiora la riconferma già al primo turno, con il 48,89% dei voti. E stacca Michele Foggetta, che con il 38,43% raggiunge l’obiettivo di arrivare al ballottaggio, ma che con questi numeri difficilmente potrà riportare il comune alle porte di Milano sotto la guida del centrosinistra, come è sempre stato dal Dopoguerra fino a cinque anni fa. Nel 2017 Di Stefano era arrivato secondo al primo turno col 26,09%, dietro alla sindaca uscente del Pd Monica Chittò, per poi ribaltare il risultato al ballottaggio con il 58,63% dei consensi. “Ho ottenuto il doppio dei voti di allora ed è la prima volta nella storia di Sesto che il centrodestra si presenta in testa al ballottaggio. E lo fa con un distacco di oltre dieci punti”, esulta Di Stefano, sostenuto dal centrodestra unito (Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia) e da due liste civiche. Tra queste quella dello stesso Di Stefano, che col 29,72% ha preso cinque volte i voti della Lega (6,17%) e di FdI (5,47%), e addirittura nove volte quelli di Forza Italia, ferma al 3,23%. Un successo personale, figlio anche di una campagna elettorale incentrata prevalentemente sulla sua figura e sulla sua lista, piuttosto che sugli altri partiti.

L’esito delle urne non fa però alzare bandiera bianca a Foggetta: “Ora si riparte dallo zero a zero e in queste due settimane ribalteremo il risultato”, dice l’esponente di Sinistra Italiana, che alle primarie l’aveva spuntata a sorpresa sul candidato sostenuto dal Pd, Alberto Bruno. La coalizione a sostegno di Foggetta è piuttosto ampia: oltre a due liste civiche, comprende il Pd, che col 23,84 percento supera il risultato del 2017, una lista con i simboli di Europa Verde e Sinistra Italiana (3,84%) e il M5s, che col 3,01% rimarrà fuori dal consiglio comunale, a meno di una vittoria del centrosinistra al ballottaggio. Un risultato deludente per i pentastellati, che cinque anni fa avevano ottenuto il 13,83% e due consiglieri. Per Foggetta hanno sfilati a Sesto tutti i leader della coalizione, compresi Enrico Letta e Giuseppe Conte, oltre che il sindaco di Milano Giuseppe Sala.

Male il candidato di Italia Viva, Azione e +Europa, Massimiliano Rosignoli, che si è presentato sotto il simbolo Sesto liberale e democratica e che ha preso solo il 2,78%, arrivando quarto dopo il civico Paolo Vino (6,7%). Quinta Eleonora Tempesta per Italexit (1,87%) e ultimo Claudio Silvio La Corte per Coalizione della sinistra (1,76%).

Ora restano altre due settimane di campagna elettorale, sinora caratterizzata dalla accuse Di Stefano a Foggetta di voler costruire “la moschea più grande del Nord Italia” (la moschea è stata in realtà prevista nel Pgt dalla sua giunta dopo una serie di pronunce giudiziarie), dall’ipotesi sostenuta dall’attuale sindaco leghista che il Milan possa scegliere Sesto per il nuovo stadio, oltre che da diverse polemiche. Come quelle sul capolista della Lega Claudio D’Amico, colui che ha presentato Salvini a Putin, e quelle per alcune commenti del 2014 di Foggetta contro Israele.

@gigi_gno

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