Nell’abito dell’operazione anti-droga della polizia, condotta nelle prime ore di questa mattina al Pilastro a Bologna, risulta indagata anche la famiglia alla quale, nel gennaio 2020, suonò il citofono il leader della Lega, Matteo Salvini. Durante la campagna elettorale per le elezioni regionali, Salvini si presentò al citofono dell’abitazione e chiese se qualcuno spacciava. I genitori del 17enne che, all’epoca dei fatti, ricevette la citofonata, erano già stati arrestati dai carabinieri nel gennaio 2021 per spaccio. In questa ultima operazione della squadra mobile coordinata dalla direzione distrettuale antimafia, le indagini sono scattate dopo l’omicidio di Nicola Rinaldi in via Frati, dunque è stato destinatario di una misura cautelare in carcere il padre del ragazzo, 61enne di origine tunisina, è stata indagata la moglie, 60 anni, un figlio è agli arresti domiciliari e un altro, al momento irreperibile, è destinatario di un’altra misura cautelare.

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