Ultimamente ho avuto la fortuna di imbattermi in alcuni titoli per ragazzi davvero notevoli, che vorrei suggerirvi come spunto per assicurare ai vostri pargoli un po’ di evasione di alto livello o per programmare le prossime letture estive.

Il primo libro di cui vorrei parlarvi è L’Accademia per Creature Magiche di Ophelia Bloom, di Elisa Binda e Mattia Perego, edito da Mondadori. Immaginate una scuola di magia molto più esclusiva (e inclusiva) del solito, frequentata solo da studenti di magia con qualche problema. In questa accademia, in cui secondo i maligni finiscono solo le “creature difettose”, tutti possono ambire a completare il rispettivo piano di studi superando, nello stesso tempo, i propri problemi, grazie all’affettuosa guida della preside Ophelia. Questa, riuscendo a scorgere in tutti la giusta scintilla, riesce sempre a rimettere in carreggiata chi sembrerebbe essere ormai a corto di speranza.

Dorotea Parker, Tea per gli amici, strega dislessica alle prime armi, viene cacciata dal suo prestigioso istituto a causa dell’ennesimo incidente provocato dalla lettura sballata di un incantesimo. Viene così inviata dai genitori a fare un ultimo tentativo proprio alla Bloom dove, ne sono sicuri, anche lei riuscirà a superare i suoi limiti e a diventare una strega provetta. Qui Tea fa amicizia con un mucchio di creature magiche piene di problemi. Victor è un licantropo privo degli arti inferiori, Morgan un mago affetto da balbuzie, Tessa è una fata autistica, Jonathan un fantasma troppo timido e pauroso, Viola una sirena che non percepisce alcun dolore e Noah un gargoyle che, nella sua forma umana, è affetto da paralisi cerebrale. Ognuno di loro ha il suo scoglio da superare ma, grazie all’amicizia e alla supervisione della preside, nessun risultato sembra impossibile. E quando un misterioso mago, malvagio e potente, chiamato il Domatore, cospira per costruire un esercito di schiavi privi di volontà, rapendo ogni genere di creatura magica, Tea e gli altri si vedono costretti a crescere prima del tempo e a mettere a repentaglio la loro sicurezza per salvare i propri amici.

In questo libro si parla di protesi, di difficoltà di inserimento, di bullismo e di cruda malvagità, ma soprattutto si parla di inclusione, di accoglienza, di seconde occasioni e della necessità di superare i pregiudizi con cui rischiamo di ferire chi vorrebbe soltanto essere accettato così com’è. Il tutto con uno stile narrativo divertente e avventuroso. Un bel romanzo di formazione, attuale e necessario, di cui spero possa presto uscire il seguito.

Il secondo titolo che vorrei consigliare ai vostri ragazzi è Lucilla, di Annet Schaap, edito da La Nuova Frontiera. Vincitore dei premi Gouden Griffel e Woutertje Pieterse, questo romanzo mi ha colpito per lo stile d’altri tempi, l’originalità della vicenda e la mancanza di quelle barriere di protezione che sembrano ormai infestare la letteratura per ragazzi, quasi a voler nascondere loro le storture della vita per evitare turbamenti. Poi uno mette il telegiornale e… Lucilla è la figlia del guardiano del faro, bisbetico e incline alla bottiglia. Tutte le sere deve accendere la potente luce in cima alla torre perché suo padre ha una gamba di legno e fatica tantissimo ad arrivare lassù. Solo che un giorno si dimentica di farlo e, l’indomani, c’è un naufragio con cui fare i conti. Per riparare i danni i due vengono condannati a vivere separati per sette anni. Lui viene imprigionato nel faro, e costretto a lavorare senza mai poter uscire, mentre Lucilla viene condotta a fare da domestica presso la Casa Nera, la residenza dell’Ammiraglio in cui si mormora viva un mostro. Ed effettivamente un mostro sembrerebbe esserci. Dalla stanza in cui non si può entrare, dalla quale anche i cani del padrone si tengono lontani, provengono strani rumori, e quando Lucilla decide di vedere coi suoi occhi di che si tratta vi scopre una creatura diversa da tutti. Tra infami maestre, fenomeni da baraccone, pirati e adulti malvagi fino al midollo, Lucilla dovrà affrontare una serie di prove difficili e dolorose per riuscire a rimettere ogni cosa al suo posto. Emozionante fino all’ultima pagina.

Il mio terzo consiglio è Andata e ritorno di Ann Jonas, nuovo recupero dall’oblio insensato di un bellissimo albo illustrato del passato, che torna sugli scaffali grazie alla sempre più illuminata visione dell’editore Cliquot. Vincitore nel 1983 del New York Times Best Illustrated Book of the Year, questo ipnotico capolavoro ci mostra un viaggio dalla campagna alla città attraverso grafiche in bianco e nero eleganti ed evocative che, all’ultima pagina, danno inizio al viaggio di ritorno tramite la magia del ribaltamento del libro. Delizioso per occhi affamati di fantasia di grandi e piccini, questo gioiello cartaceo saprà stupirvi ogni volta con dettagli sempre nuovi, tutti da scoprire. Buona lettura!

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