Le spiagge sarde come le coste del Mar d’Azov. L’Unione Sarda segnala con preoccupazione e sdegno che proprio mentre le località dell’Isola si preparano ad accogliere turisti alcune esercitazioni programmate dallo Stato Maggiore della Difesa interdicono perle come il Poetto, Villasimius o Porto Pino per esercitazioni militari, rendendole più simili ad approdi da sbarchi in Normandia che a paradisi per le vacanze. Con un’ordinanza del 5 maggio lo Stato Maggiore della Difesa ha comunicato che l’Isola deve essere posta “immediatamente” sotto “assedio”. La capitaneria di Porto di Cagliari non perde tempo e dispone con “decorrenza immediata” l’istituzione e contemporanea interdizione, con divieto assoluto per qualsiasi possibile attività, di ben 17 aree a mare per esercitazioni militari, molte delle quali, anzi, la maggior parte, proprio fuori dalle stesse aree vietate tutto l’anno, quelle dei tre poligoni di Quirra-San Lorenzo, Capo Frasca e Teulada. Il dispiegamento sarà imponente: oltre 4mila uomini provenienti da 7 nazioni Nato a bordo di oltre 65 navi, sottomarini, aerei ed elicotteri, intorno allo scacchiere sardo. Con un’ordinanza dell’ultim’ora vietate 17 aree a mare, davanti alle spiagge più note dell’Isola. Da oggi, entrano nel pieno delle attività militari quelle aree totalmente fuori dai poligoni e dalle aree solitamente occupate dalle esercitazioni. “La Sardegna oggi più che mai colonia e baricentro militare dell’Italia e della Nato. Un bersaglio internazionalmente additato come teatro di guerra con le truppe belliche più invasive che hanno scelto l’Isola per simulare gli scenari più nefasti, ed esercitarsi a contrastarli”, scrive il giornale di Cagliari.

La mappa delle aree interdette lascia poco spazio all’immaginazione, ogni pianificazione offre la dimensione del simulato “assedio”. Tra Villasimius e Muravera, altre località in preparativi per la stagione estiva, i divieti riguardano le aree «militari» davanti alle spiagge dorate di Cala Pira e Capo Ferrato. Salendo sempre sulla costa orientale l’ordinanza abbraccia le distese di sabbia che vanno da Capo San Lorenzo sino alla spiaggia di Murtas. Del resto, si legge, “ c’è da far posto ad una vera e propria guerra in mare e non solo, con lo schieramento di ben 65 navi da guerra, distribuite in tutto questo scacchiere sardo con qualcuna distribuita nel Tirreno, nell’Adriatico e nel canale di Sicilia. Il concentramento, però, sarà tutto sulle coste sarde con un’interdizione che riguarda sia lo spazio a mare che conseguentemente quello aereo, perché navi con missili e bombe a bordo e caccia bombardieri non giocheranno a battaglia navale sulla carta”. “Non bastavano i 7.200 ettari del Poligono di Teulada – scrive l’Unione Sarda – i 12.700 di Perdasdefogu e i 1.200 di Capo Frasca, da stamane la più imponente esercitazione militare mai messa in campo nel mare di Sardegna e nei poligoni sardi si estenderà anche in aree che non hanno mai avuto niente a che fare con le servitù militari”.

Su questa vicenda interviene Alternativa: “Il ministro della Difesa Lorenzo Guerini – scrivono in una nota i deputati sardi Emanuela Corda, Pino Cabras e Andrea Vallascas – ha scambiato la Sardegna per un teatro di guerra e dovrà spiegare con quale motivazione chiude al transito, sosta, pesca, balneazione e immersioni 17 zone davanti alle nostre bellissime coste scatenando scenari assurdi con armamenti e truppe. Sta preparando le scene di un incubo, ma noi non siamo in guerra e non la vogliamo. La Sardegna è un paradiso e va tutelato, non può essere usato e inquinato per esercitazioni militari per le quali abbiamo dato fin troppo”. “Questo governo – aggiungono i parlamentari di Alternativa – sta giocando un po’ troppo con le armi, invece di mostrare la nostra forza militare con questa operazione ‘speciale’ si dovrebbe insistere sul dialogo e distensione dei toni”.

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