A Milano per la firma di un Patto per il lavoro con sindacati e imprese promosso dal Comune, il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Andrea Orlando, torna sulla sua proposta di istituire un salario minimo in Italia. E sulle polemiche innescate dal presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, che ha definito la proposta “un ricatto”. “Credo che si debba lavorare sulla riduzione del cuneo fiscale ma contemporaneamente stimolare la chiusura di contratti ormai scaduti da tempo”, ha detto. E poi, rispondendo a Bonomi: “Non mi pare una richiesta oltraggiosa quella di chiedere alle aziende che lo Stato aiuta di rinnovare o adeguare il trattamento salariale“. Rispetto al passato, il ministro ha incassato l’apertura del segretario della Cgil, Maurizio Landini, disponibile a parlare di un salario minimo calcolato sulla media dei trattamenti previsti dai contratti più rappresentativi per le varie categorie. E la politica? Esiste una maggioranza parlamentare a favore della proposta di Orlando? “Un passo alla volta. Intanto bisogna verificare se c’è un accordo tra le parti sociali“, risponde il ministro. Insomma, passi avanti, ma strada ancora tutta da fare. E parecchio in salita, viste le posizioni confindustriali. Orlando continua: “Intanto c’è l’apertura del sindacato che era diviso su questo punto. Speriamo poi di fare tutti gli altri passi necessari a dare una risposta in tempi utili”.

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