Nessuno aveva più dubbi, ma ora c’è l’annuncio ufficiale: Italia Viva sosterrà il sindaco uscente Marco Bucci alle comunali di Genova del 12 giugno prossimo, nel primo patto elettorale stretto con il centrodestra in una grande città (finora l’unico precedente in un capoluogo è quello della piccola Rieti). Il flirt dura da mesi e a incoraggiarlo era stato lo stesso primo cittadino: “Mi auguro che Italia Viva venga con noi”, ha detto all’evento-lancio della campagna elettorale. A suggellare l’intesa, con un’intervista al Secolo XIX, ci ha pensato Raffaella Paita, deputata spezzina e plenipotenziaria di Matteo Renzi in Liguria. “Non possiamo stare con l’immobilismo del centrosinistra alleato a M5S e sinistra massimalista”, dichiara. Lodando “l’operatività del sindaco, che ha dimostrato grande voglia di fare”, e le sue”operazioni popolari, di una vera sinistra che fa fatti e non parole”. Non è chiaro se si riferisca alla politica delle multe ai clochard o alla soppressione del servizio comunale di residenza per i senza fissa dimora, o al fallimentare esperimento delle sanzioni a chi rovista nei cassonetti (quasi tutte non pagate) o ancora al rifiuto del Comune di riconoscere il patrocinio al gay pride (“offensivo e divisivo” secondo Bucci) o alle opposizioni in tribunale al riconoscimento anagrafico dei figli di coppie omosessuali. Oppure all’omaggio ai caduti di Salò reso da un consigliere in fascia tricolore delegato dal sindaco stesso nel maggio 2018. In quell’occasione era stata proprio Paita (ancora nel Pd) a tuonare contro Bucci, sfidandolo a “superare le ambiguità sue e di chi lo sostiene: quella fascia tricolore è una ferita che non può essere rimarginata”, scriveva.

Come che sia, Paita è convinta: “Non potevamo che sostenere l’unica opzione che porta avanti una politica del fare, di chi tiene alla città”. Ma anche stavolta senza schierare il contrassegno di Italia Viva, che non è quasi mai comparso su una scheda alle amministrative. E non perché non sia attraente agli occhi degli elettori, ma perché – spiega la deputata – “il nostro simbolo non può comparire accanto a quelli di Fratelli d’Italia e Lega, non siamo compatibili con sovranismi e populismi”. E per questo – ma solo per questo – i candidati renziani entreranno invece nella più forte delle liste civiche di Bucci, quella “Vince Genova” che già nel 2017 fece il pieno di voti e in cui correranno tutti i fedelissimi del sindaco. Le parole sprezzanti della renziana però non piacciono alla Lega, che in un comunicato smaschera il bluff: “Italia Viva evita di presentarsi col suo simbolo per questioni di matematica legate alla scarsità di candidati, come alle scarse percentuali registrate correndo in solitaria durante le ultime elezioni regionali”, attacca il Carroccio. “Ci spiace che Paita non apprezzi i simboli di Lega e Fdi perché saranno quelli su cui la maggioranza costruisce e costruirà sempre di più le sue solide basi. E visto che sarà la maggioranza di cui presumibilmente faranno parte, i rappresentanti di Italia Viva faranno bene a cambiare i termini. In senso di rispetto e di indirizzo”.

È già certo che nella lista “Vince Genova” entrerà il capogruppo di Iv in Consiglio comunale Mauro Avvenente (che già da mesi vota regolarmente con la maggioranza e aspira a un posto da assessore) mentre gli altri nomi sono ancora da definire. Ma non tutti, tra eletti e militanti genovesi, sono entusiasti: la stessa Paita ammette che la scelta “è arrivata dopo un confronto franco, a volte anche aspro, a livello locale. Come tutte le scelte difficili, è evidente che ci potranno essere persone che non la condivideranno. Mi auguro che la nostra comunità resti compatta”. Fino adesso, però, non sembra essere così. Tra i rappresentanti di Iv in Comune e nei Municipi in molti hanno fatto capire che diserteranno la campagna elettorale per Bucci, e alcuni potrebbero addirittura entrare nella lista civica del candidato di centrosinistra e 5 Stelle, l’avvocato Ariel Dello Strologo. Il suo, d’altra parte, non è certo un profilo estremista: “È una persona a modo”, concede Paita al Secolo, “ma è schiacciato in un’alleanza in cui gli azionisti di maggioranza sono sinistra massimalista e M5S. Cioè quelli dei no”.

Non la vede così, tra i molti, Massimiliano Morettini, imprenditore iscritto a Italia Viva ed ex assessore nella giunta di centrosinistra Marta Vincenzi: “Anche le scelte elettorali, anche quelle amministrative, hanno sempre un valore politico, che gli elettori lo vogliano o no. E quindi sto con Ariel Dello Strologo non perché non voglio gli altri, ma perchè scelgo lui. Convintamente”, ha scritto nei giorni scorsi. Persino il gruppo in Consiglio comunale è spaccato in due: al contrario di Avvenente, Pietro Salemi non è convinto del sostegno a Bucci, mentre una terza consigliera, Mariajosè Bruccoleri, aveva lasciato la delegazione lo scorso autunno proprio per i continui ammiccamenti alla maggioranza. E ora scrive: “Sempre più convinta della mia scelta. Credo che la coerenza in politica sia tutto. Fare opposizione per cinque anni a un sindaco e poi sostenerlo è come essere vegetariani e mangiare carne a forma di carote“.

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