Il filologo e storico Luciano Canfora, intervenendo davanti alla platea di studenti del liceo scientifico Fermi di Bari, ha definito Giorgia Meloni “una neonazista nell’animo”. Parole che sono state registrate da Telebari e che hanno provocato l’immediata reazione della leader di Fratelli d’Italia: “Lo querelo”, ha annunciato in un post pubblicato sul suo profilo Facebook. Anche la dirigente scolastica Giovanna Griseta ha preso “ufficialmente e totalmente le distanze dalle affermazioni del professore”. Canfora, interpellato dall’agenzia Adnkronos, si è giustificato dicendo che “il termine ‘neonazista è un’altra cosa rispetto a ‘nazista’”: “Neonazista è uno che non accetta e non rispetta l’unità del genere umano e che riguardo al fenomeno migranti si esprime in maniera bellica. Questa è la mia obiezione e la ragione per la quale io approdo al concetto di neonazista, perché rassomiglia a quell’atteggiamento mentale secondo cui alcuni esseri umani sono di serie B”.

L’evento risale a lunedì 11 aprile. Canfora era stato invitato nel liceo per il convegno “Tutta un’altra storia. Un approccio multidisciplinare al conflitto russo-ucraino” e nel suo intervento ha criticato l’approccio superficiale e semplicistico con cui i media raccontano il conflitto. “Se riesco a imporre l’idea che c’è un solo colpevole che bisogna demonizzare, ho vinto la partita”, ha continuato. “Ma nessuna guerra ha mai avuto una sola origine: dipende da come le propagande contrapposte riescano o meno a imporre una certa verità”, e “non vedo nello schieramento politico del nostro Paese forze capaci di dire ‘voglio capire'”. Quindi ha parlato di Giorgia Meloni: “Anche la terribilissima e sempre insultata leader di Fratelli d’Italia, trattata di solito come una mentecatta, pericolosissima, siccome essendo neonazista nell’animo, si è subito schierata con i neonazisti ucraini, è diventata una statista molto importante ed è tutta contenta di questo ruolo”.

La leader di Fratelli d’Italia ha reagito poco dopo su Facebook: “Parole inaccettabili ancora una volta pronunciate da una persona che si dovrebbe occupare di cultura e formazione e che invece finisce a fare becera propaganda a giovani studenti”. Canfora oggi ha replicato, intervistato dall’agenzia Adnkronos: “Una valutazione politica in termini di metafora politologica non può costituire reato, qualunque giurista lo sa. Poi, da quando il Parlamento Europeo ha proclamato una equiparazione tra nazismo e comunismo, i due termini sono stati sdoganati e sono diventati definizioni politiche. Se uno mi definisce comunista, che devo fare? Devo indignarmi? Devo querelare? Cerchiamo di ragionare in termini razionali e non emotivi. Le parole vanno apprezzate nella loro esattezza. Neonazista è diverso da nazista. Esistono tanti movimenti neonazisti in tutto il mondo e partiti neonazisti negli Stati Uniti d’America e altrove”.

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