Spunta una nuova ipotesi nel caso del cadavere ritrovato dentro un borsone nero in riva al Po, vicino Occhiobello (Rovigo). Ha iniziato a circolare il nome di Andreea Rabciuc, 27enne rumena scomparsa l’11 marzo scorso dopo una festa in un casolare a Maiolati Spontini (Ancona). La distanza tra il luogo in cui Rabciuc è stata vista l’ultima volta e quello del ritrovamento del sacco è di 280 chilometri.

Ma più di un dettaglio sembrerebbe coincidere. Secondo primi esami medico legali, il corpo mutilato e senza testa appartiene a quello di una donna giovane sulla trentina. Il medico legale, che ha svolto l’autopsia sul cadavere, ha stabilito che la data dell’omicidio risalirebbe ad un intervallo che va da una a tre settimane dal giorno in cui è stato rinvenuto. Una datazione che escluderebbe le tre ipotesi circolate inizialmente: Isabella Noventa, Samira El Attar e Saman Abbas. C’è poi un terzo elemento rilevante che rende facilmente riconoscibile Rabciuc: i tatuaggi presenti sulle mani e i capelli blu. Dettagli che aiuterebbero gli inquirenti, se non fosse che il corpo affiorato dal Po è privo sia del capo che delle mani.

Nel frattempo continuano le indagini coordinate dalla procura della Repubblica di Rovigo. Il fascicolo, aperto contro ignoti, con l’ipotesi di omicidio, è assegnato al pubblico ministero Andrea Bigiarini. Il magistrato sta attendendo il Dna della vittima per incrociarlo con le banche dati delle forze dell’ordine. L’obiettivo delle analisi è anche trovare tracce di Dna differente sul corpo della donna.

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