Via libera della Commissione Finanze del Senato al decreto legislativo per lo stop all’accise e all’Iva sulla vendita di armi in Ue, come da direttiva europea. Il voto in Commissione ha visto a favore Pd, Fdi e Lega. Il Movimento 5 stelle ha invece votato diversamente dal resto della maggioranza. In base a questo testo, aziende che forniscono beni e servizi militari a un Paese membro dell’Unione Europe, coinvolto in uno “sforzo di difesa comunitaria”, cioè in una azione militare svolta sotto l’ombrello dell’Unione, viene esentato dal pagamento delle accise e dell’IvA. “Il motivo per cui il parere è chiesto adesso è perché la direttiva va recepita entro il 30 giugno di quest’anno” afferma la sottosegretario al ministero dell’Economia Cecilia Guerra – Iva e accise sono imposte armonizzate, cioè hanno delle regole che sono comuni a tutti i Paesi dell’Unione“. Il M5s si è astenuto. “Noi siamo e saremo sempre favorevoli a una difesa comune, oggi il provvedimento era inaccettabile” commenta Mario Turco, vicepresidente del M5S. Ma Turco spiega perché il Movimento non abbia scelto di votare contro. “Gli impegni in Europa vanno mantenuti. Questa era una direttiva che andava recepita già a partire dal 2019. Quindi l’astensione è la decisione che permette al M5s di dire sì alla difesa comune, ma chiediamo chiarezza su tutto ciò che riguarda la spesa pubblica“. Per Turco mancano dei chiarimenti sul provvedimenti. “Non si riesce a capire quali sono le attività oggetto dell’agevolazione fiscale”. “Non sono il difensore di questo provvedimento, sono qua che lo seguo in quanto rappresentante del governo” precisa la sottosegretaria. Ma resta un punto: lo stesso Movimento 5 Stelle, due settimane fa alla Camera, aveva votato a favore. “Un errore – dichiara Turco – oggi con intere filiere produttive in difficoltà approvare un provvedimento di questo tipo rappresenterebbe una difficoltà da spiegare agli italiani”. Ma l’astensione pentastellata in Commissione è ridimensionata dalla sottosegretaria Guerrra: “Non si pone un problema nel governo“.

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