Il governo aveva promesso periodiche e puntuali comunicazioni sullo stato di Ita. Ma sulla compagnia negli ultimi tempi è calato un mesto silenzio. Rotto qualche giorno fa dall’annuncio choc di 6 dei 9 consiglieri che hanno lasciato il cda alle prese con il tentativo di vendere la compagnia a Msc-Lufthansa o a qualcun altro. A causare il passo indietro sarebbero stati anche gli incarichi di consulenza assegnati dal presidente Alfredo Altavilla che vanno a sovrapporsi a quelli già disposti dal Tesoro, moltiplicando i costi. Tra i nomi scelti da Altavilla c’è anche lo studio Grande Stevens, storico consulente di Fca dove il manager ha trascorso la gran parte della sua vita professionale. Non è il primo caso in cui ad Altavilla sono stati rinfacciati alcuni conflitti di interesse nella gestione della compagnia. Quanto all situazione dell’azienda ci eravamo lasciati con una perdita di 170 milioni di euro in tre mesi e ricavi al 50% inferiori a quelli previsti nel piano industriale. Ora Dario Balotta, presidente dell’Osservatorio Trasporti, comunica che Ita è in fondo alla classifica dei passeggeri trasportati da Linate nei primi due mesi dell’anno. La media è di 70 passeggeri per volo, contro i 130 di Easyjet o i 153 di Ryanair.

Le operazioni per la vendita della compagnia pare procedano. La proposta più concreta (ma ancora lungi dal tradursi in un’offerta concreta) rimane quella del gruppo navale Msc della famiglia Aponte per rilevare una quota di maggioranza del capitale. L’armatore verrebbe affiancato da Lufthansa che in un primo momento dovrebbe però limitarsi ad un ruolo di partner industriale. “Stiamo aspettando che venga aperta la data room per valutare tutte le opzioni” ha detto ieri l’amministratore delegato della compagnia tedesca Carsten Spohr. L’annuncio dell’offerta di Msc-Lufthansa è di fine gennaio ma la vera partita deve ancora cominciare. Ma mentre Altavilla è lo sponsor di questo accordo, l’amministratore delegato Fabio Lazzerini guarda con favore all’ipotesi alternativa: Air France – Klm. Altavilla ha detto che “Ita è entrata nella seconda fase, che ha come traguardo la privatizzazione”.

Intanto gli amministratori straordinari di Alitalia e i rappresentanti sindacali lavorano ad un accordo chiamato “Progetto New Job” che affronta il tema delle prospettive occupazionali di piloti e assistenti di volo che non sono stati assorbiti nella nuova compagnia0, in tutto circa 7.800 persone. Una prima bozza sarebbe già stata sottoscritta lo scorso 16 marzo. Tra i punti ce n’è uno destinato a far discutere ossia la possibilità di adottare “misure dissuasive del rifiuto alla ricollocazione (sotto forma di durata entità di integrazione salariale), anche in caso di assunzioni in mansioni e posizioni di lavoro diverse.” In sostanza un ex lavoratore Alitalia verrebbe spinto ad accettare offerte alternative a qualsiasi condizione contrattuale, pena la decurtazione e accorciamento della cassa integrazione. Secondo alcune ricostruzioni, una richiesta in tal senso era stata avanzata nei mesi scorsi dai vertici di Ita al consulente economico del governo Francesco Giavazzi. La nuova compagnia si è trovata infatti in difficoltà a reperire personale alle sue condizioni, con lo stipendio di un pilota sensibilmente inferiore a quello offerto da compagnie low cost come Ryanair. Molti dei sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil che lavoravano in Alitalia sono già stati assunti da Ita.

C’è poi un’altra patata bollente con cui sono alle prese Ita e il Tesoro. Il governo ha infatti varato un’apposita modifica alle norme del codice civile per permettere a Ita di fare assunzioni in un regime di non continuità. In sostanza si è affermato che il vettore non avesse alcun tipo di rapporto con la vecchia Alitalia e che quindi le assunzioni potessero farsi senza continuità. In concreto questo ha significato due cose: nessun impegno di Ita nel farsi carico della forza lavoro di Alitalia e perdita di anzianità, diritti maturati, etc. per i dipendenti passati dalla vecchia alla nuova compagnia. Questa deroga alle normali procedure ha innescato una valanga di ricorsi in tribunale da parte degli ex dipendenti. Nella cosiddetta data room, quando Msc, Lufthansa o Air France, andranno a spulciare le carte ci saranno anche i rischi legati a queste cause. Il “Progetto new job” sembra essere anche un tentativo di mettere una toppa a questo grosso problema.

In serata la notizia che la società che cura il call center di Ita Airways Covisian ha interrotto il rapporto in vigore dal 2021 con la compagnia che esprime “sconcerto per la decisione immotivata”. Ita Airways fa sapere che sta lavorando ad un piano di emergenza per garantire la massima attenzione e un alto livello di servizio al cliente, alle porte della stagione estiva 2022 sottolineando che la compagnia di bandiera è pronta a fare il massimo per trasformare questa possibile criticità come opportunità per andare incontro al personale in questo momento in difficoltà. Ad agosto 2021 Covisian, che ha firmato in quel mese l’ accordo con Ita, secondo quanto riferiscono fonti, “non si impegnava solo a prendere la commessa della compagnia aerea ma si rendeva disponibile a dare il servizio di call center anche ad altre importanti società impegnandosi così ad assorbire tutto il personale Almaviva (oltre 500 persone, ora a rischio di rimanere senza lavoro) e a rispettare la clausola sociale sottoscritta in accordo con il ministero del lavoro”. Il business plan di Covisian, sempre secondo quanto riferiscono fonti, “non si sarebbe concretizzato come pianificato dalla società che non sarebbe riuscita a stare dietro ai piani di sviluppo promessi e a raggiungere gli obiettivi, soprattutto quello stretto con il Ministero del Lavoro della “clausola sociale” e quindi avrebbe deciso di rompere l’accordo con tutte le società che aveva indicato”.

Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e l’assessore al Lavoro Giovanna Marano chiedono che si faccia chiarezza sul ritiro di Covisian: “È in gioco la prospettiva delle lavoratrici e dei lavoratori e lo svolgimento di un servizio importante per la compagnia Ita. Ciò rende assolutamente necessario un intervento urgente del Governo finalizzato alla soluzione di un problema che investe due importanti operatori del settore e richiama il ruolo svolto dal governo in sede di definizione delle procedure legate alla commessa ex Alitalia, a partire dall’applicazione della clausola sociale”.

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